Altra scena, Soria urla: «Nitish! Questo cappuccino fa schifo. Ti tolgo 50 euro dallo stipendio...» La madre annuisce

TorinoUna famiglia all’antica quella dei Soria, uniti negli affetti come negli affari. I fratelli Giuliano e Angelo e l’anziana madre Jolanda Beccaris, 83 anni portati con classe ed eleganza, hanno dato vita ad un «sistema Soria» dove ognuno aveva il suo ruolo e il suo tornaconto.
Il volto noto, il personaggio pubblico era lui, Giuliano: sempre sorridente nelle fotografie e gentile durante le interviste, a lui arrivavano i finanziamenti regionali che in pochi anni lo hanno reso un uomo famoso e potente, con il soprannome «Mister Premio». Più schivo il fratello Angelo che si era ritagliato un ruolo defilato, da dietro le quinte, ma di grande importanza: firmare le delibere regionali attraverso le quali finanziare il Premio Grinzane e altre società collegate. Poi c’era lei, la mamma. Coccolata così come lei, a suo tempo aveva fatto con i due figli. Un affetto che, quantificato in denaro, era pari a 5mila euro l’anno che riceveva per tenere in ordine i conti del Grinzane. Una piccola somma, che però fa capire come funzionasse l’impresa Soria. In uno dei tre filmati registrati di nascosto dal giovane maggiordomo che ha incastrato Giuliano Soria si vede anche donna Jolanda: seduta in poltrona accanto al figlio, annuisce in segno di approvazione per i rimproveri rivolti in malo modo al domestico.
Se Giuliano era la mente e Angelo la cassaforte, la madre era la contabile della «Soria family». Il primo sfornava idee che si trasformavano in manifestazioni, premi e mostre; il secondo procurava i finanziamenti, erogati - evidentemente - senza dover rendere conto a nessuno e la madre teneva i conti, cancellando così ogni confine tra pubblico e privato. Angelo Soria - ora in ferie - era direttore del settore comunicazione istituzionale della giunta regionale del Piemonte e - come sembrano aver accertato gli inquirenti - concedeva denaro pubblico al fratello Giuliano e all’amico socio in affari Bruno Libralon. Quest’ultimo è un imprenditore che ha fondato l’Icif, l’Italian culinary institute for foreigners, una scuola di cucina per stranieri. Tra le sue sedi il castello di Costigliole d’Asti, il maniero da anni in ristrutturazione con denaro pubblico, in gestione a Giuliano Soria e al suo Premio. Libralon è anche socio in affari con Angelo dal 2005, quando fondarono la Everything, che «organizza fiere, mostre, esposizioni, convegni e manifestazioni simili». La srl non riceveva contributi regionali che però finiscono nelle casse dell’Icif. Soria firma i documenti con contributi e affida incarichi a trattativa privata alla scuola diretta dal socio: dal 2005 al 2008 le risorse sono di 917mila euro. Non sempre gli impegni di spesa di Angelo finivano al fratello tramite il Premio Grinzane, ma attraverso un’altra associazione collegata: la «Civiltà dei territori letterari» che nel solo agosto del 2007 riceve 30mila euro. Il tutto riporta sempre a Giuliano Soria: i luoghi e i tempi sono quelli dei vari Premi Grinzane. E la sede della «Civiltà dei territori letterari» è nei locali di piazza Castello 9 a Torino, quartier generale di Antenna culturale europea, altra creatura di «Mister Premio».
Sulle operazioni che riguardano finanziamenti pubblici e fatturazioni emesse a carico del Premio Grinzane, si concentrano le indagini che puntano a stabilire le modalità di alcuni stanziamenti regionali a firma di Angelo Soria, che negli ultimi tre anni ammontano a un milione 950mila euro, erogati con criteri che gli inquirenti definiscono «quantomeno bizzarri».