«Gli altri non si rispettano nascondendo Gesù»

Ho cercato e cerco di insegnare ai miei figli il rispetto - mi suona male la parola «tolleranza» - per gli altri, di qualsiasi nazione, di qualsiasi idea o di qualsiasi religione essi siano, quindi anche per chi crede in un Dio diverso dal nostro. D'altro canto l'evoluzione multirazziale della società moderna non è un fenomeno esclusivamente italiano, ma confesso che vorrei essere capace di essere sempre più convinto di questo insegnamento che cerco di trasmettere ai mie figli, perché a volte inizio ad avere qualche «sfocatura». Ora mi domando: il rispetto per le posizioni altrui può arrivare al punto che arriviamo a condizionarci da soli?
Leggo che a Bolzano le maestre della Scuola materna «Casa del Bosco» hanno deciso di togliere dal testo di una canzone natalizia la parola «Gesù», sostituendola con «virtù», per evitare di urtare la sensibilità di bambini extracomunitari, ma non solo: molte comunità scolastiche, con la stessa motivazione, hanno omesso di fare il tradizionale presepe, ovvero non metteranno il «Bambinello» nella mangiatoia; non che miglior sorte stia toccando ai Santi, figure non presenti nella maggior parte delle religioni orientali, o al Crocifisso che è sempre più «latitante» dalle aule scolastiche e dagli uffici pubblici. Potrei continuare...
Non posso che concordare quando la Chiesa, il Papa, richiamano i cristiani ad essere maggiormente testimoni della loro fede (ricordo che una delle frasi più ripetute da Giovanni Paolo II era: «Non abbiate paura») ma la questione mi sembra riguardi maggiormente la sfera del vivere civile, piuttosto che quella prettamente religiosa. Penso che l'immigrazione nel nostro Paese sia arrivata a dei livelli davvero superiori a quelli che ritengo possano essere classificati come normali criteri di ricettività, ma è solo una mia opinione, anche se penso sia da molti condivisa e condivisibile. E poi questa è «questione» di cui dovrebbero occuparsi i politici che mandiamo a Roma per governarci e anche per legiferare: ci diano leggi chiare, regole precise, con normative adeguate e, alla bisogna, anche con comportamenti decisi e rigorosi. Mi sembra che questa sarebbe la prima forma di rispetto verso chi, da un Paese straniero, decide di venire a vivere in Italia. Non è nascondendo «Gesù Bambino» che rispettiamo gli extra-comunitari. Non è che ora nelle mense scolastiche si arriverà a smettere, durante il periodo del «Ramadan», per rispetto ai musulmani che vivono in Italia, di dare la carne ai nostri figli ?