«Altro che sinistra laica, hanno metodi da veri fascisti»

(...) a Genova per presentare il suo libro dal titolo «L’Italia, l’energia e il nucleare». Una presentazione mai avvenuta visto che l’ex deputato del Pci ha addirittura dovuto fare fagotto, piegare il suo computer portatile e andarsene perché appena è iniziato l’incontro alla biblioteca Berio, una ventina di giovani contestatori contrari alla tecnologia del nucleare lo hanno zittito a colpi di «Merdaccia».
L’hanno fatta tacere, è dovuto andarsene. Le era mai capitato?
«Le contestazioni me le posso anche attendere. Fa parte del mestiere. Quello che però mi ha sorpreso è stata la veemenza con la quale è andata in scena la protesta di questi giovani, soprattutto da parte delle ragazze del gruppo: abbiamo provato a parlare con loro dandogli la possibilità di venire al microfono ed esporre le loro ragioni, ma non c’era possibilità di ragionare. Volevano insultare e farci andare via»
Per Genova non è una novità. Chi dissente dalle idee dell’ultrasinistra viene fatto tacere in ogni modo.
«C’è stata una chiusura totale alla discussione che ha più una radice di fondamentalismo che non una matrice politica. Se vogliamo accostarla alla politica allora devo dire che si sono comportati da veri fascisti: chi dissente deve essere colpito»
Da parte delle istituzioni locali, presidente della Regione, presidente della Provincia e Sindaco neanche un attestato pubblico di solidarietà oppure una telefonata in privato?
«Ah, nessuno si è espresso su quello che è successo? Beh, questo non è carino anche perché la contestazione verso di me è avvenuta alla Berio, la biblioteca più importante del capoluogo ligure. E non ha avuto solo me come vittima ma anche chi era intenzionato a partecipare per approfondire un tema».
Purtroppo in questa città succede spesso che si venga «zittiti» con metodi «pacifisti» e nessuno dica niente.
«In questo caso lo trovo anche controproducente visto che Genova potrebbe recitare un ruolo strategico con il ritorno del nucleare in Italia. C’è l’Ansaldo, e la possibilità che il capoluogo ligure diventi Agenzia per la sicurezza del nucleare»
Visto che non l’hanno fatta parlare in biblioteca, racconti a noi di cosa parla il suo volume
«Spiego il perché ho cambiato idea sull’utilità dell’impiego dell’energia nucleare in Italia. Nel mondo c’è una richiesta sempre maggiore di energia elettrica e siamo ancora alle fonti fossili con relativo aumento dell’inquinamento. Le energie rinnovabili sono sì molto importanti, ma non bastano, non possono contrastare questo dominio. Ecco perché spingo perché nel nostro Paese si torni a produrre energia con la tecnologia del nucleare»
Quindi l’hanno attaccata perché l’additano come traditore?
«Ovvio. Nella loro categoria mentale non accettano che qualcuno cambi idea. Si definiscono la sinistra laica ma torno a ribadire che secondo me sono solo fondameltalisti. In una discussione sul tema del nucleare mi è capitato solo una volta di vedere una persona essere taciuta mentre ne parlava. Era a Bologna, ma era anche il 1977: altra epoca»
Questa disavventura e la mancata solidarietà da parte delle autorità cittadine e regionali potrà incrinare il suo rapporto con Genova?
«No, assolutamente. Genova è una città bellissima nella quale già altre volte mi sono trovato a discutere su diversi temi tra i quali, anche, il nucleare. Certo non mi era mai capitata un’azione del genere e ribadisco che la contestazione di per sé si accetta. È il non ammettere di poter esprimere le idee altrui che ritengo pericoloso».