«Altro che yoga contro l’ansia ci vuole il pc»

L’esperto: «I veri rimedi vanno misurati con il computer»

«Yoga, meditazione, canto, massaggi: certo fanno rilassare e danno la percezione di stare meglio. Forse possono anche avere un minimo di effetto. Ma il vero problema è che questo effetto non è validabile. Il manager si sente meglio perché si è preso cura di sé per venti minuti. Ma avesse letto un libro o fosse andato dal barbiere magari sarebbe stato meglio egualmente. La diminuzione dei danni da stress va misurata perché si possa dire che l’intervento è stato efficace». Sui metodi tradizionali, e anche su quelli anticonvenzionali, per abbattere la pressione da stress, il dottor Fabrizio Duranti sembra scettico. Duranti, medico chirurgo, è considerato uno dei massimi esperti di «alte prestazioni umane», ovvero applica la biocibernetica al metabolismo per ottimizzare le funzioni psicofisiche dell’organismo.
Autore di un manuale di «automanutenzione» del metabolismo, «Il circolo virtuoso del benessere» (Sperling&Kupfer) e noto al pubblico tv come medico di fiducia della trasmissione di Rai1 «Sabato, Domenica &...», nel suo studio sfilano una percentuale elevatissima di pazienti afflitti da patologie collegate allo stress: «Si svegliano stanchi la mattina, sono stanchi tutto il giorno e la sera, invece di dormire, rimangono a occhi sbarrati».
Da che cosa dipende questo scompenso?
«Dal fatto che si cerca di creare l’energia di cui si ha bisogno “autodopandosi”. L’organismo cioè produce una grande quantità del nostro doping endogeno, l’adrenalina, e quindi sovraccarica di lavoro le ghiandole surrenali».
Quali sono i fattori stressanti più potenti sul lavoro?
«Nel passaggio dall’era industriale all’era informatica, l’organo che consuma di più è il cervello. È il più esigente ed è quello che assorbe più vitamina C. Il numero di dati che il cervello di un manager deve processare oggi, tra email, fax, navigatori, sms e quant’altro, ha raggiunto un livello ingestibile. Il nostro cervello non è organizzato per tutto questo, quindi la maggior parte dei professionisti immersi in questa realtà sono profondamente stressati. I «pazienti leader» hanno stress da gestione e amministrazione delle informazioni. Non è certo aumentata la cattiveria dei capi o dei colleghi, ma il livello di competizione e avere gli strumenti per vincere vuol dire essere in grado di processare più informazioni possibile. Oggi diminuire i fattori di stress è un’utopia, ma è possibile invece abbatterne i danni, in modo misurabile».
Quali sono i metodi di cui si può verificare il risultato?
«Bisogna innanzitutto curare le surrenali. Per farlo, si applicano metodi combinati per riequilibrare il sistema nervoso neurovegetativo basati sulla respirazione addominale, sull’alimentazione e sull’attività fisica moderata. Tutto questo è orientato ad alleviare lo sforzo delle surrenali. Il risultato si può misurare grazie a un programma di “coerenza cardiaca”, il Freeze Framer, che si può installare su un comune PC. Il value feedback del programma ci dice se stiamo facendo bene alle surrenali».