Altro pacco bomba degli anarchici Stavolta era per il sindaco di Torino

L’ordigno, recapitato in Comune, era nascosto in un libro: scoperto dai vigili

Simona Lorenzetti

da Torino

È il terzo pacco bomba che colpisce la città di Torino firmato dalla Fai-Rat, Federazione anarchica informale - Rete anarchica Toscana. Il quarto se si include il doppio attentato avvenuto qualche mese fa alla caserma dei carabinieri di Fossano nel Cuneese. Dei tre ordigni torinesi, movente unico la lotta contro il centro di accoglienza temporanea per clandestini di corso Brunelleschi, solo il primo, quello alla redazione di Torino Cronaca e indirizzato al direttore Beppe Fossati è andato a segno: il pacco è stato aperto e Fossati è rimasto ferito. Gli altri due attentati, quello di giovedì contro la società Coema che ha l'appalto per i lavori di ampliamento del Cpt, e quello di ieri contro il sindaco di Torino Sergio Chiamparino, sono stati sventati dalle forze dell'ordine. La busta gialla imbottita di esplosivo e indirizzata al primo cittadino era, come quella precedente, annunciata. La Fai-Rat, infatti, mercoledì scorso rivendicando il pacco bomba di Torino Cronaca ha annunciato un «ondata di lettere esplosive», specificando anche i destinatari tra cui appunto figurano la Coema e tutti coloro che sono d'accordo ai Centri di permanenza temporanea.
L'allarme bomba, ieri, è scattato alle 10.30, quando gli agenti della polizia municipale controllando la posta indirizzata al sindaco hanno notato la busta gialla che al suo interno conteneva un libro. Finto, in realtà era una bomba. Gli artificieri l’hanno disinnescata poco dopo. L’idiota di Dostoievskij era stato scavato e all’interno era stato piazzato dell'esplosivo collegato con dei fili elettrici a una batteria e a una lampadina. Ordigno fotocopia dei due precedenti. Stando al volantino di rivendicazione questa «ondata di pacchi esplosivi» rappresenterebbe la seconda fase di un progetto ben più organico degli anarchici insurrezionalisti. La prima fase si sarebbe conclusa con il doppio attentato di Fossano. La seconda fase, che ha come comune denominatore la lotta ai centri di permanenza, è iniziata con la bomba al quotidiano popolare torinese. Ma quando finirà questa seconda tranche? Secondo gli investigatori che stanno seguendo le indagini potrebbero esserci altre buste gialle in arrivo. E tra gli obiettivi potrebbe figurare il prefetto di Torino, Goffredo Sottile, e la stessa Questura di Torino che gestisce la sorveglianza al Cpt.
Resta poi da capire la terza fase di questa strategia delle bombe: tante le ipotesi, anche la lotta alla Tav. Nel novembre del 2005 un pacco bomba era stato trovato a Borgone di Susa ai bordi della statale: al posto di un libro una videocassetta, usata anche in attentati precedenti quali quelli di Viterbo del 2003. Nel 2003 la Federazione anarchica informale ha affidato una sorta di comunicato di presentazione al sito antagonista Indymedia. La Fai si presenta come un'organizzazione senza leader né centro decisionale, ramificata in modo diffuso e quindi aperta ad altri gruppi insurrezionalisti.