Alunni stranieri oltre quota 600mila E gli italiani fuggono dalle classi miste

Si siederanno tra i banchi in 614mila, quasi il 15% in più dello scorso anno: il numero degli studenti stranieri nella scuola italiana da anni continua ad aumentare a ritmo esponenziale. E se la statistica generale li relega ancora a una minoranza del 6,4% sul totale degli studenti italiani, la realtà è che la presenza dei figli di immigrati è fortemente concentrata in alcune aree geografiche e in alcune scuole. In Emilia Romagna e Umbria, ad esempio, la quota di bimbi stranieri sfonda quota 10%, mentre nelle isole, in Calabria e in Basilicata è appena superiore all’1%. Ma è soprattutto nelle periferie delle grandi città che la presenza di studenti stranieri aumenta a ritmo vertiginoso. E non senza problemi. L’intolleranza non c’entra. Anzi: gli insegnanti non fanno che parlar bene dei bambini provenienti da altri Paesi. All’elementare «Di Donato», nel quartiere Esquilino di Roma, ci sono alunni di 40 nazionalità diverse. E i non italiani sono il 50%. «I bambini stranieri tengono ai buoni voti più dei compagni romani - dice un insegnante - e anche i loro genitori sono più rispettosi delle istituzioni scolastiche». Le scuole tentano di avviare progetti volti all’integrazione, come l’introduzione di sport praticati nei Paesi d’origine: badminton e cricket. Ma il problema vero è la lingua. Le scuole sono costrette a introdurre corsi di alfabetizzazione primaria. «E alcuni genitori di italiani temono che questo rallenti l’insegnamento». Alla media «Anemoni» di Milano, i timori hanno provocato una vera e propria fuga di alunni italiani. Gli stranieri ora sono l’80%.