Amici, un anno tra gioie, emozioni e bisticci

Il bilancio del talent show: Alessandra, seconda donna a vincere in otto edizioni, festeggerà a Lecce il 9 con uno spettacolo in piazza con tutti i protagonisti. Per la prima volta contratti discografici ai primi tre classificati. Nuovi casting al via dal 15 aprile. Che cosa correggere

Ha pianto come l'ultima sera prima di ricevere la tuta della finale, Alessandra. Ma quando la carta navigava verso oceani di curiosità e interesse stavolta il cuore batteva forte. Quando poi si è girata ed è stato scoperto il verdetto ha pianto ancora, Alessandra. Come la volta precedente. Ha pianto di gioia. Ha pianto per liberazione. Aveva trionfato ad «Amici», edizione numero otto. E in otto anni era la seconda femminuccia. Quasi record. Nella trasmissione in cui la stragrande maggioranza di fan porta la gonnella e quindi vincono in prevalenza i maschietti, ce l'ha fatta lei, Alessandra Amoroso di anni 23, salentina di Galatina in quel di Lecce, una faccia sbarazzina e un carattere esuberante, scherzoso ma sensibile, estroverso ma ansioso. Alessandra forse andrà a Sanremo l'anno prossimo. Chissà se proprio lei che canta il black e ama l'inglese, che brilla intonando note italiane ma suscita emozioni anche nel musical e in lingue straniere calcherà il palcoscenico più nostrano che c'é.
Dopo Marco Carta e Karima, talenti nati ad «Amici», tenuti a battesimo da Maria De Filippi e dai prof della scuola di Cinecittà, azzardare l'equazione anche per Alessandra forse è troppo. Ci andrà, se vorrà. Eppure questo, se vogliamo, è il primo dato del bilancio della fortunatissima trasmissione di Canale 5: per chi la spunta, insomma, non è più una vittoria di Pirro. Chi ce la fa, insomma, oltre a portarsi a casa un bel gruzzoletto, lavora. E con più di qualche semplice garanzia. È stato un progresso coltivato nel tempo e negli anni: sempre maggior rilievo a chi vince fino a coinvolgere nel successo i primi tre classificati che ora possono contare su contratti discografici veri e propri. Senza dimenticare tutti i protagonisti anche quelli che non vincono ma che se la giocano per mesi. Tra speranze e illusioni tradite. E magari ciccano la finale per un niente. O il serale per un niente.
A loro vanno inediti musicali anche se oggi ormai inediti non lo sono più perché a canticchiarle, quelle canzonette, sono in molti. Già, Martina, Silvia, Pamela, tanto per fare qualche nome, non hanno vinto ma in «Scialla», la compilation dei ragazzi di «Amici» ci sono eccome. Cantano la loro canzone, incidono un disco. Sono i primi passi di un sogno che ci si augura abbia gambe per camminare a lungo. Anche i ballerini, che non hanno inediti perché non cantano, escono con qualche provino già in tasca (come Pedro).
«Amici» insomma ne ha fatta di strada, anche semplicemente rispetto a un anno fa, quando a Cassandra fu assegnato un brano nuovo, ma assolutamente inascoltabile inadatto pure allo Zecchino d'oro. Lei ce la mise tutta, ma per quell'innato strabismo di Venere della Fortuna partecipò un anno prima della, forse completa, maturazione artistica di un programma che per i partecipanti di oggi è una manna. E Cassandra, ahilei, non incise alcun disco ma si esibì nella tournée per festeggiare il vincitore di allora, quel Marco Carta, emozionato e ancora ignaro che avrebbe sbancato perfino Sanremo.
Alla faccia di Grazia che l'aveva bistrattato e con la quale lui aveva litigato per mesi. Stavolta la festa si farà in onore di Alessandra, appuntamento giovedì 9 in piazza a Lecce. Il carrozzone di «Amici» farà sosta là in onore della sua nuova reginetta, nel frattempo scoperta da vippettini e vippettoni che finora avevano snobbato il programma e i suoi attori. In fin dei conti quella festa se la merita tutta: è la seconda fanciulla in otto anni ad alzare la coppa. Prima di lei ci era riuscita solo Giulia Ottonello, anno scolastico 2002-2003, di professione cantante. Gli altri, tutti maschietti. Eppure, per certi versi Alessandra rappresenta la continuità: da quando la fase serale di «Amici» si è trasformata in uno scontro fra bianchi e blu (cioè negli ultimi tre anni) a spuntarla sono sempre stati questi ultimi. Nel 2006-07 il cantante e attore Federico Angelucci (blu) protagonista della commedia musicale «A un passo dal sogno» con altri compagni di scuola sconfisse Agata Reale (ballerina bianca), oggi telecronista tv con il suo cane Budino: era l'anno in cui Karima chiuse terza uscendo in lacrime. Nel 2007-08 Marco Carta (blu) fermò le ambizioni di Roberta Bonanno (cantante bianca e recente attrice nel musical «Portami tante rose») dopo un anno di pepati scontri. E stavolta la supremazia blu si è consacrata con entrambi i finalisti a contendersi il premio finale: Valerio e Alessandra erano compagni di squadra oltre che di scuola. Per il terzo anno insomma la vittoria entra nella casetta blu.
Ma, come detto, premi anche per il podio: Valerio (arrivato secondo) e Luca (terzo) hanno già contratti, rispettivamente, con Emi e Warner e dischi in uscita. È una primizia anche per «Amici», già in fermento per l'edizione al via in ottobre. Il 15 aprile iniziano le selezioni per scegliere i partecipanti al prossimo anno scolastico, pare che le richieste siano addirittura trentamila. Il tempo di fare festa ad Alessandra, passare Pasqua e via con i nuovi casting.
Eppure qualche correzione sarebbe necessaria anche al regolamento: innanzi tutto il rebus degli attori spesso sottovalutati come categoria artistica rispetto a canto e ballo, quindi soli e spesso esclusi dal serale o eliminati alla prima tornata. Forse avrebbe più senso selezionarne tre o quattro, se necessario aumentando il tetto degli allievi da iscrivere. Altrimenti meglio escludere la categoria piuttosto che far fare la bella statuina all'Angelo Marotta di turno. (L'anno scorso c'era Marina, eliminata per prima e poi finita a fare un musical che non rende merito alle sue ottime qualità).
E due: la ripartizione degli alunni ha dominato la prima parte della stagione con la polemica Maura-Celentano sul banco di hip hop a danno della danza classica. Forse sarebbe meglio evitare altri siparietti dividendo specialità, ragazzi e di conseguenza insegnanti in modo che tutti siano soddisfatti. Le polemiche talvolta fanno audience ma farne indigestione è pericoloso. Mossa numero tre: catechizzare Garrison, facendogli capire che un sano tifo non può alterare oggettive qualità. Please! Vedi il povero bistrattato Valerio che meritava giudizi migliori alla vigilia della finale dopo essere stato elogiato tutto l'anno. Una domanda: ma a Patrick Rossi Gastaldi non è piaciuto proprio nessuno o è avaro nei voti? Punto 4: l'inappellabilità del giudizio: l'esclusione di Silvia, per quanto ai suoi fan (incluso l'insegnante di canto Jurman) possa dispiacere, va accettata. Inutile il sondaggio che intasa il sito, mortifica gli altri concorrenti ed elimina due volte Silvia dopo averla illusa in un ripescaggio. Il gioco prevede un'eliminazione a sera, fa male ma va accettata. Altrimenti non vince nessuno.
Punto 5: le polemiche tra i prof, talvolta divertenti, sono molto spesso stucchevoli se nate per partito preso senza tener conto di meriti effettivi. Inutile nascondersi: a certi insegnanti alcuni alunni non piacciono e anche se fanno ottime esibizioni ottengono valutazioni pessime. Punto 6: se a determinare classifiche ed eliminazioni sono sms e telefonate del pubblico a casa che per votare paga un euro, forse occorrerebbe fare qualche regalino o, in alternativa, abbassare il costo della chiamata o, infine, e meglio ancora, devolvere in beneficenza un parte degli incassi telefonici. Da gennaio si è iniziato a mettere in palio cd e ingressi allo spettacolo. In futuro meglio partire da inizio d'anno. Che ne pensi, Maria? In fondo correzioni e perfezionamenti sono segno di intelligenza. Spesso «Amici» si è corretta in corsa, ora a bocce ferme, può far di meglio…