Amico di ministri e contadini, ambientalisti e imprenditori

Edward Nixon, fratello dell’ex presidente degli Stati Uniti, è uno dei suoi amici più cari, spesso ospite delle Cinque Terre e sempre pronto a contraccambiare con la stessa, cordiale accoglienza al di là dell’Atlantico. E poi Lance Armstrong, campionissimo di ciclismo, e tanti uomini di governo delle istituzioni e dell’economia, dello sport e del costume. A livello politicamente traversale, a testimonianza di una fiducia e di una vicinanza umana che vanno ben al di là di formalismi e luoghi comuni: perché Franco Bonanini, che pure ha sempre coltivato rapporti con personaggi influenti, è anche il tipo «rustico» che ama fare quattro chiacchiere in dialetto con i contadini che s’arrampicano con la monorotaia, in «servizio permanente effettivo», sulle vigne scoscese dello Sciacchetrà. Magari raccontando anche a loro di «quelle volte con Edward»: una conversazione di quindici minuti in collegamento video, per lanciare la tappa a cronometro del Giro d’Italia del centenario (nel 2009), da Sestri Levante a Riomaggiore. Il presidente del Parco ricambiò andando a New York alle celebrazioni per il Central Park con una delegazione e fu ospitato con i cuochi al seguito in uno dei club privati più esclusivi dove furono assaggiate le prelibatezze liguri. Chi parla - anche adesso, dopo l’arresto - di Bonanini è pronto a testimoniare di «modi diretti, vita semplice e lontana dai riflettori, fatta eccezione per gli eventi con cui riesce sempre ad attirare i media per presentare iniziative sempre nuove», come quando fu annunciata la sperimentazione di un nuovo dispositivo per rilevare l’impatto ambientale della carovana rosa del Giro, nel Castello di Riomaggiore.
Lui, nato nel 1952 a Riomaggiore di cui diventerà poi sindaco, già responsabile della promozione turistica in Liguria, è stato anche europarlamentare per un giorno, il 1° luglio dello scorso anno. Era già arrivata la comunicazione della sua nomina, nelle file del Pd, quando la Corte d’Appello verificò un errore nella trasmissione dei voti alle precedenti europee, fra il collegio di Siena e quello di Roma. Dunque il seggio a Strasburgo venne assegnato a Roberto Gualtieri, sempre per il Pd. Ma a casa sua, alle Cinque Terre, Bonanini è rimasto comunque «il faraone» per il carisma accumulato nel tempo con la sua attività: gli viene riconosciuto il merito di aver salvato dal degrado l’area costiera, attraverso la creazione del parco, che guida dal 1999. Con meriti sanciti quest’anno dalla riconferma al vertice dell’area protetta da parte del ministro Stefania Prestigiacomo, sentito il parere dei politici liguri di entrambi gli schieramenti. «Un esempio di grande capacità ed efficienza» lo ha definito nell’ultima campagna elettorale il candidato del Pdl alla Regione, Sandro Biasotti, mentre il presidente eletto Claudio Burlando, da sempre suo ammiratore, accoglieva con entusiasmo la scelta romana. Alla comunicazione promossa negli anni da Bonanini è attribuito, almeno in buona parte, il successo turistico internazionale del parco, visitato ogni anno da milioni di persone da tutto il mondo e inserito ormai da tempo accanto a Firenze, Venezia e Roma come tappa immancabile di un viaggio in Italia dagli statunitensi.
Bonanini, fra l’altro, è membro della giunta esecutiva della Federazione Italiana Parchi e Riserve Naturali (Federparchi)e del Direttivo Nazionale di Legambiente. Tra i fondatori della Libera Associazione per la tutela di Tramonti e Fondatore di Symbola, ha subito da poco un trapianto di fegato, ed è testimonial Aido, l’associazione dei donatori di organi: ha voluto aprire un punto di informazione sulle donazioni, sulla via dell’Amore che collega Riomaggiore a Manarola.