ANCHE ALBERTINI VUOLE I LAVORI

«Residenti danneggiati? No, con le strisce gialle avranno 2.400 posti auto che oggi non esistono. È quello che chiedono»

«Il sindaco sapeva benissimo della conferenza. E, anzi, sui lavori di Darsena e Navigli mi ha esplicitamente invitato ad andare avanti». Giorgio Goggi non ci sta a passare per bugiardo. L’assessore a Trasporti e mobilità, messo in croce da Ignazio La Russa piombato come un tornado sulla sua conferenza stampa, fatica a digerire l’intervista rilasciata al Giornale dal vice-Fini. «Non ci sono molte cose, ma a un argomento in particolare toccato da La Russa tengo davvero».
Cominciamo, assessore Goggi.
«La Russa dice che il silenzio del sindaco Albertini è la miglior dimostrazione che la conferenza stampa non fosse autorizzata».
Effettivamente, conoscendolo.
«E, invece, non è proprio così. Lunedì, dopo la riunione con i segretari della Cdl, Albertini mi chiese di rivedere il piano dei lavori. Di capire quali isole ambientali si potessero procrastinare».
Appunto, quello che dice La Russa.
«No. Il sindaco fu chiarissimo. Su Darsena e Navigli bisognava andare avanti, non facevano parte dei lavori “messi in discussione”».
Venerdì mattina il patatrac.
«Proprio venerdì mattina ho parlato con De Corato, mi ha spiegato che a La Russa non piaceva l’isola sui Navigli. Allora ho chiamato Albertini che mi ha confermato che quei lavori non rientravano negli accordi presi con An. E che, quindi, potevo tranquillamente fare la conferenza stampa».
E dopo?
«Siamo andati a pranzo e lui ha ribadito quello che mi aveva detto».
Ma allora perché adesso non la difende?
«Perché non parli non lo so. Forse non vuole essere trascinato nella polemica. Ma questa è la verità».
Intanto La Russa la chiama il signor Multa.
«Divertente. Ma La Russa sa benissimo che è un titolo del quale non mi posso fregiare. La delega delle multe è del sindaco».
È vero che con multe e lavori ai Navigli si perdono le elezioni?
«Non è così. Io ricevo migliaia di lettere dei residenti dei Navigli disperati. I lavori che facciamo sono per risolvere i loro problemi».
An vi accusa di pedonalizzare senza che il parcheggio sia pronto.
«Ma se riserviamo 2.400 posti con le strisce gialle a chi abita sui Navigli... Roba da matti. Adesso non trovano posto, con l’isola pedonale lo troveranno».
Ma allora non vi siete capiti.
«Noi stiamo facendo esattamente quello che i residenti ci chiedono. Ora le strade sono intasate dagli avventori dei locali».
Le isole pedonali non piacciono ai commercianti.
«Anche questo non è vero. Il nostro progetto assomiglia molto a quello che già si fa d’estate con la circolazione limitata».
Ma allora così dovreste prendere più voti.
«Chi beve l’aperitivo sui Navigli arriva da fuori Milano. Qui, invece, sicuramente vota chi sui Navigli abita. Esattamente il contrario di quello che dice La Russa».
Ma i cantieri provocano disagi.
«Chi lo dice non sa di cosa parla. Sono cantieri piccoli, lavori per 800mila euro. Per mettere un paracarro a scomparsa bastano pochi metri. Una sciocchezza, ma importantissima per tutelare i residenti».
Dicono che a lei delle elezioni non importi nulla. Che a caccia dei voti poi ci vanno i partiti.
«Non è così. E, infatti, insieme al sindaco abbiamo stabilito di cominciare i lavori e di finirli prima delle elezioni. Così che la gente possa capire cosa questa amministrazione ha effettivamente fatto per i milanesi».