Anche a Cuba e all’Islam la beneficenza del Monte dei Paschi

Pierluigi Piccini, estromesso dalla banca per «incompatibilità» e poi espulso dalla Quercia vuole candidarsi alle prossime comunali

Pierangelo Maurizio

da Siena

Esiste un Eden dei sindaci, un Paradiso che non prometta mille vergini ma soddisfi ogni desiderata del pubblico amministratore? Sì, è la Fondazione del Monte dei Paschi di Siena. A scorrere l’Elenco delle elargizioni per il 2004, si scopre che non c’è comitato, polisportiva, bocciofila, ma anche diocesi, parrocchia, che non sia finanziato dalla Fondazione. Qualche esempio: si va dai 150mila euro donati al Comune di Radicondoli per sistemare il Capanno dei partigiani, ai 700mila euro ad Emergency di Gino Strada per realizzare un centro cardiochirurgico a Khartoum (a Medici senza frontiere solo 100mila euro), mentre il Comitato musulmani Siena onlus avrà 300mila euro per il nuovo centro di culto.
A Sartiano c’è l’ospedale abbandonato? Pronto un milione di euro per acquistarlo e destinarlo a sede della Comunità montana e degli uffici comunali. Ma un milione di euro tondi è stato donato anche alla diocesi di Montepulciano per il «restauro totale» del palazzo vescovile. Mentre il Comune di Siena ha avuto 50mila euro per il riuso di un ex convento delle clarisse da riciclare in centro socio-culturale: all’Avana, Cuba.
Così si può cominciare a capire che cosa significano i circa 200 milioni di euro distribuiti a pioggia ogni anno dalla Fondazione Monte dei Paschi, azionista di maggioranza della banca (con il 49 per cento) e grazie allo statuto approvato nel 2001 dal ministro Visco all’ultimo minuto dell’ultimo governo dell’Ulivo totalmente controllata da Comune e Provincia dove i Ds la fanno da padroni (Comune e Provincia nominano 13 dei 16 consiglieri della «Deputazione generale»).
La massima attenzione è ovviamente dedicata agli Enti locali dove da 60 anni si esercita la «buona amministrazione» di sinistra. A Colle Val d’Elsa sono stati riversati ad esempio 3,3 milioni di euro (compresi 100mila euro per i nuovi spogliatoi del campo di calcio). 200mila euro a Massa Marittima per fare dell’ex convento una ludoteca. Monteroni d’Arbia: 300mila per il centro sociale. A Poggibonsi, oltre agli altri 1 milione 350mila euro, la Fondazione ha sponsorizzato il «sostegno e la prevenzione di situazioni a rischio e disagio del nucleo familiare lungo il ciclo della vita in Alta Valdelsa» (400mila euro).
Però è Siena la maggiore beneficiaria di questa generosità: dalla Fondazione nel 2004 ha avuto ben 28 milioni di euro. Si è finanziato di tutto: dal «piano regolatore dei bambini» (50mila euro) al «trekking in città» (50mila), alla circonvallazione del Policlinico (2 milioni), agli «addestramenti speciali per i cavalli del Palio» (200mila euro).
Una sola voce riferita allo sviluppo economico dell’area senese che non sta conoscendo uno dei suoi momenti più floridi: 50mila euro alla Fondazione Rosselli di Torino per uno studio sul sistema produttivo delle piccole e medie imprese della provincia di Siena.
Ma secondo un vecchio assioma l’assenza di pluralismo favorisce la rissa. Che dentro alla Quercia è al limite di guardia.
pierangelo.maurizio@fastwebnet.it
(7. Continua)