Anche Fitch declassa l'ItaliaMa loda il governo Monti:"Evitato un taglio peggiore"

Dopo il downgrade di S&P, adesso si muove pure Fitch: questa sera ha tagliato il rating del Belpaese di due notch portandolo da "A+" ad "A-" con un outlook negativo

Nuova tegola sull'Italia. Dopo il downgrade di Standard & Poor's, adesso si muove pure Fitch che, questa sera, ha tagliato il rating del Belpaese di due notch portandolo da "A+" ad "A-" con un outlook negativo. "Solo grazie al forte impegno del governo italiano sui conti pubblici e sulle riforme ha evitato un taglio più severo del rating - ha spiegato l'agenzia - l'outlook negativo indica possibilità di poco superiori al 50% di un ulteriore declassamento nei prossimi due anni". Oltre all’Italia l'agenzia di rating ha declassato anche il Belgio, la Spagna, la Slovenia e Cipro.

La più piccola delle "tre sorelle" del rating ha confermato la decisione di tagliare il rating del Belpaese. Una decisione che era stata ampiamente preannunciata. Il 10 gennaio, il capo della divisione rating sovrani di Fitch, David Riley, aveva infatti parlato di una "significativa possibilità" di un declassamento di Roma. "Una cosa che aiuterebbe l’Italia, ma che è al di fuori del nostro controllo immediato, è un’assicurazione sulla crisi di liquidità, il che significa di base che serve un 'muro di protezione' - aveva spiegato Riley - in questo momento non lo abbiamo e questo è motivo di seria preoccupazione per quanto riguarda l’Italia". "E' una delle ragioni per le quali abbiamo messo l’Italia sotto osservazione con implicazioni negative ed è una delle ragioni per le quali c’è una significativa possibilità che, una volta conclusa la revisione, il rating dell'Italia cali".

Subito il giorno dopo Riley era tornato sullo stesso punto invitando la Bce a rafforzare il suo programma di acquisto di titoli di stato dell’Italia per evitare un "catastrofico" collasso della moneta unica. "E' difficile pensare che l’euro potrà sopravvivere - aveva aggiunto Riley - se l’Italia non dovesse farcela. L’Italia è politicamente ed economicamente troppo importante per essere lasciata fallire, ma si può anche sostenere che è troppo grande per essere salvata". Il 17 gennaio, Riley aveva confermato che l'economia italiana era "a rischio". E il giorno successivo (il 18 gennaio) Alessandro Settepani, il senior director di Fitch, aveva previsto un "possibile taglio di due note" del rating sovrano. La revisione, insomma, era nell’aria.

"Questi giudizi li prendo con distaccata serenità rilevano delle cose che non sono particolarmente nuove", ha detto il presidente del Consiglio Mario Monti in una intervista al Tg1 prendendo le distanze dal downgrade. "Che avessimo un elevatissimo debito pubblico rispetto al Pil - ha fatto presente il premier - lo sapevamo e che il modo in cui l’Eurozona è governata nel suo insieme non è perfetto lo sapevamo". Secondo il Professore, "i giudizi quando sono positivi fanno piacere, quando sono parzialmente negativi fanno meno piacere, ma sarebbe massimo il dispiacere se condannassero le politiche che stiamo facendo oggi ma per fortuna questo non avviene".