«Anche noi in piazza contro il terrore»

Omar Sherif H. Rida

da Roma

Sdegno per gli attentati di Londra e totale rifiuto del terrorismo. Sono questi i sentimenti che accomunano l’intera comunità islamica in Italia all’indomani della strage nella capitale inglese. Da Roma, Torino e dalle altre città del nostro Paese si leva alto il grido degli imam contro la violenza e la barbarie di chi «colpisce, anche solo terrorizzando, la popolazione normale e la gente innocente che non ha nessuna colpa».
A Roma, durante la celebrazione di ieri nella grande moschea, l’imam Mahmoud Hammad Sheweita esprime il proprio dolore per «le tragedie causate dalla malvagità umana». «Quali sono - prosegue la guida religiosa - i peccati commessi da vittime innocenti che andavano a scuola, al lavoro, per essere selvaggiamente colpiti da una violenza così cieca e ingiustificabile?». Per il responsabile del Centro islamico d’Italia, Mario Scialoja, «lo scopo di questi attentati è destabilizzare i Paesi occidentali e i Paesi arabi moderati». Sempre nella capitale, l’imam della moschea del quartiere di Centocelle, Samir Khalvid, si scaglia contro «questi mezzi da medioevo» e rilancia l’esigenza del dialogo e dei «metodi convenzionali della lotta politica, sociale e, se vogliamo, di classe, per risolvere i problemi dell’umanità».
Anche la guida musulmana di Torino, Bouriqui Bouchta, ribadisce «la nostra vicinanza alla popolazione inglese che sta vivendo questo terribile dramma». A Vicenza il presidente del consiglio islamico, Kamel Layachi, invita «il mondo a non confondere la religione islamica con gli atti barbari di questi criminali, gente che semina solo odio e morte. I musulmani europei - continua il religioso - si sentono soprattutto cittadini europei e condividono e seguono i valori di Paesi in cui, molto spesso, sono nati».
Layachi lancia inoltre l’idea di una fiaccolata in più città italiane con la partecipazione di «tutte le comunità islamiche e delle parti attive del Paese contro il terrorismo». Un’iniziativa simile a quella di ieri sera a Roma, alla quale sono intervenuti, oltre alle massime autorità cittadine e al ministro Rocco Buttiglione, il rabbino capo, Riccardo Di Segni, il vescovo ausiliare della capitale, Rino Fisichella, l’incaricato d’affari dell’Ambasciata britannica, Scott Wightman, lo stesso imam della moschea capitolina, Mahmoud Hammad Sheweita e il segretario generale del Centro islamico romano, Abdallah Redouane, che ha nuovamente sottolineato come il «vero Islam ripudi la violenza».
Un appello alla mobilitazione arriva infine anche dall’imam della moschea di Ancona e presidente dell’Ucoi (Unione comunità islamiche italiane), Mohammed Nour Dachan: «Parteciperemo alla marcia della pace Perugia-Assisi che si terrà a settembre. Siamo sempre stati in prima linea sia contro il terrorismo sia contro i bombardamenti a paesi innocenti».