ANDREA VOLPE

La scrittura sciatta, pendente e poco costruita nella sua struttura dimostra una personalità fragile, narcisista e bisognosa di sedurre i più deboli. Ha assunto forme di sacralità demoniaca per sentirsi più forte

Secondo la versione di Andrea Volpe, Chiara fu uccisa perché assomigliava alla Madonna e quindi è stata designata come vittima sacrificale da offrire a Satana.

Un altro elemento che ci conduce a pensare a rituali religiosi profani è il fatto che essi usino simboli quali il buio della notte, il plenilunio o il novilunio, i folti boschi, la posizione dei pianeti e delle stelle … Si tratta di simboli che rivestono una grande importanza per la celebrazione delle messe nere e dei sacrifici.

Volpe era un eroinomane, ma anche un seduttore il cui carisma permetteva di catturare i più deboli. I segni satanici utilizzati sono scritte e adesivi che inneggiano al satanismo, come il numero 666 che ricorre sovente negli scritti incollati sulle pareti dei loro ritrovi o stampato sulle magliette. Tale numero è, come si sa, il numero satanico per eccellenza.

La personalità di Volpe (anni 27) - Guarda la grafia
La scrittura sciatta, pendente e poco costruita nella sua struttura, con saldature ricorrenti, alternanza di corsivo e stampatello e stacchi anomali tra lettere e all'interno delle lettere stesse, dimostra una personalità fragile, narcisista e bisognosa di sedurre i più deboli.

Se la pendente è indice di un attaccamento alla terra madre, come suggerisce il simbolismo, è logico che la reattività è verso la paternità che non ha potuto essere per lui punto di riferimento. In questo senso la rivolta verso il padre corrisponde alla rivoluzione che Lucifero fece con Dio Padre. Lucifero era il più bello degli Angeli e come tale rappresentava anche la componente narcisistica; Volpe, anche se non è obiettivamente il ritratto della bellezza, ha prodotto un narcisismo compensatorio che lo ha portato a sentirsi bello e ad identificarsi con Satana.

In genere la personalità di questi soggetti appare fragile, con una sessualità non ben definita, poca cultura, a cavallo tra il disturbo istrionico e la patologia borderline. Sono ragazzi che si mettono a fare l'eroe negativo, assumendo forme di sacralità demoniaca e ciò li fa sentire forti. Uccidono perché credono in questo modo di fare sacrifici graditi alla divinità demoniaca che li ricompenserà abbondantemente.

Chi poi vuole uscire dalla setta viene visto come traditore e come tale deve pagare. In fondo si tratta di forme di necrofilia che porta al disordine di personalità.

Evi Crotti
Psicopedagogista, scrittrice ed esperta di grafologia
http://www.ilgiornale.it/Scarabocchi