Gli animali sanno ridere. Impariamo da loro

Che ridere facesse bene lo avevamo intuito da tempo: lo sapevano i giullari di corte, incaricati di divertire il re, unici autorizzati a beffeggiarlo pur di strappare un sorriso. La risata è l’espressione per eccellenza della gioia e della felicità. Lo dice pure un vecchio proverbio: ridere fa buon sangue.
Oggi la conferma ci arriva anche dalla scienza: ridere fa bene al cuore. Secondo una ricerca presentata all’American College of Cardiology, l’appuntamento più importante per i cardiologi di tutto il mondo, la risata è un vero e proprio farmaco: stimola la produzione di ormoni come adrenalina e dopamina, che a loro volta liberano endorfine ed encefaline, in grado di migliorare l’efficienza del sistema immunitario, inoltre pare che le persone allegre vivano più a lungo.
Il dono dell’ilarità non è stato concesso solo all’uomo, come si credeva fino a poco tempo fa, anche gli animali ridono. I ricercatori hanno dimostrato che tutte le scimmie ridono, come e quanto i bambini, cioè tantissimo. Una ricerca pubblicata dal dottor J. A. van Hooff, dimostra che il macaco ride ed anche di gusto. La risata rimase un'esclusiva dei primati fino alla Conferenza mondiale sulle scienze della coscienza del 1998, a Tucson (Arizona). Poi il prof. Jaak Panksepp dell'università dell'Ohio, osservando le nidiate di ratti del laboratorio, notò che quando i piccoli si mordicchiano o si sfiorano, ovvero «in presenza di stimolazioni corporee prive di componenti aggressive», emettono un «chirping», una sorta di fischi ultrasonici. Dopo vani tentativi di far ridere i topini facendogli ascoltare i «chirping» registrati, il prof. Panksepp ha messo a punto una procedura di cui la scienza e forse i ratti gli saranno eternamente grati: la «stimolazione manuale rapida» (precisiamo trattasi di normale solletico, applicato non sotto le ascelle o sotto le zampe, ma dietro le orecchie) praticata con risultati positivi su 170 soggetti. I cani ridono? Altroché, cambiano persino l’espressione del muso, il sorriso lo esprimono sia con gli occhi che con la bocca, è un esplicito e sincero messaggio di amicizia e di desiderio di comunicazione. Inoltre secondo la rivista scientifica Focus: «L'ansimare del cane durante il gioco non è per la stanchezza o il respirare affannoso, ma semplicemente ridono». I gatti, noti per la loro signorilità, non ridono sguaiatamente, molti di loro mentre giocano e sono al massimo dell'eccitazione fanno un miagolio particolare, stanno gioendo! Inoltre sorridono quando pensano e soprattutto quando dormono, la loro espressione è inconfondibile, con quelle faccette sornione e beate.
Molti pappagalli riescono a riprodurre suoni: dal canto degli uccelli, al linguaggio umano, fischiettano melodie, chiamano per nome le persone e ridono. Da un attento studio risulta che associano parole e suoni agli avvenimenti e alle persone nello stesso modo di un bambino di due anni. E che dire della iena «ridens», questo mammifero, produce una risata così particolare, soprattutto durante la stagione degli amori, che quando qualcuno ride sguaiatamente si usa dire: «ride come una iena». Insomma ce lo dicono i medici, ce lo insegnano gli animali... ridere fa bene, costa nulla. Ed un sorriso accarezza l’anima di chi lo riceve.