L'anno nero di Mark Zuckerberg: in un anno Facebook ha perso un terzo del valore

L'azienda di Menlo Park ha dovuto fare i conti con un 2018 terribile.

Era tutto già scritto in quella copertina. Anzi, disegnato. A febbraio 2018 la rivista americana Wired proponeva una prima pagina choc con Mark Zuckerberg che sembrava uscito da un pestaggio. Raccontava i "due anni che hanno scosso Facebook", riepilogando il progressivo calo del social network. Ma gli ultimi dodici mesi del suo fondatore ricordano in mondo sinistro la rappresentazione di Wired: Zuckerberg ha ricevuto una serie continua di colpi, che ne hanno incrinato l'immagine di simbolo della rivoluzione tecnologica.

Dallo scandalo di Cambridge Analytica alle audizioni davanti al Congresso, fino alle ultime accuse di dati venduti a grandi aziende. Il tutto condito dal crollo del suo patrimonio, passato secondo il Bloomberg Billionairs IIndex da 75 a 50 miliardi di dollari. Per l'inventore di Facebook è davvero tempo di lasciarsi alle spalle il 2018.

Marzo: lo scandalo Cambridge Analytica

I guai cominciano il 17 marzo. The Observer pubblica l'inchiesta che rivela come Cambridge Analytica, società d'analisi che ha indirizzato la campagna presidenziale di Donald Trump, abbia utilizzato i dati di decine di milioni di utenti senza il loro consenso. Non c'è stata violazione della legge ma una certa leggerezza di Facebook, che ha concesso a un ricercatore di raccogliere dati tramite un'app e utilizzarli senza controllo: così le informazioni degli utenti sono finite a Cambridge Analytica. A inizio aprile Zuckerberg finisce davanti al Congresso dove, complice anche l'impreparazione dei parlamentari sulla realtà digitale, riesce a cavarsela.

Luglio: il crollo in Borsa

L'estate comincia con la rivelazione del New York Times, secondo cui Facebook ha concesso ai grandi produttori di smartphone (tra cui Apple, Samsung e Microsoft) l'accesso a un'enorme quantità di dati. Poi, il 7 giugno, l'annuncio che un bug avrebbe esposto i dati di 14 milioni di utenti. A luglio l'azienda paga il conto del primo semestre: fatturato e utile rallentano (pur continuando a crescere), idem per il tasso di utenti attivi, mentre in Europa sono entrate in vigore le nuove regole sulla privacy (regolamento Gdpr) che incidono sulla percezione dei problemi legati alla privacy. Il 25 luglio il titolo perde a Wall Street il 20% in 90 minuti e brucia 120 miliardi di dollari. È la maggiore perdita di valore mai accusata da una società in una singola seduta.

Ottobre: Zuck resta solo

A ogni colpo subito da Facebook, qualche persona vicina a Mark Zuckerberg se ne è andata. WhatsApp, Instagram e Oculus erano le tre grandi aziende acquisite dal gruppo di Menlo Park: nel corso dei mesi salutano prima Brian Acton e Jan Koum, fondatori di WhatsApp; poi Kevin Systrom e Mike Krieger, padri di Instagram. Infine a ottobre molla pure Brendan Iribe, co-fondatore di Oculus: il re Zuck è rimasto solo. E le polemiche non si placano: dalle voci di infiltrazioni di forze straniere, come la Russia e l'Iran, che diffondono la loro propaganda; a un attacco hacker che compromette i dati di 30 milioni di utenti.

Dicembre: le infiltrazioni russe

E si arriva a fine anno. Il New York Times rivela che Facebook ha ingaggiato una società vicina ai repubblicani, Diners, per raccogliere informazioni su George Soros: dopo che il magnate aveva attaccato il gruppo al World Economic Forum di inizio anno, Zuckerberg e soci volevano capire se dietro quelle parole ci fosse l'intenzione di vendere parte della sua quota in Facebook. Le spiegazioni fragili della direttrice operativa Sheryl Sandberg peggiorano la situazione. Dicembre è uno stillicidio: tra nuove fughe di dati e cessione di informazioni a grandi compagnie, spunta un dossier del Senato americano secondo cui le influenze russe sui social sono più ampie di quanto pensato, soprattutto su Instagram. E tutti i guai di Zuckerberg si riflettono sul valore economico dell'azienda: il titolo di Facebook ha perso un terzo del proprio valore.

(Fonte per questo articolo: Il calendario nero di Zuckerberg - Agenzia Agi)