Annozero, non scatta la porno-trappola

Per infangare il premier da Santoro<em> </em>parata di prostitute. Ma loro
ripetono: &quot;Nulla di strano a Palazzo Grazioli&quot;. La D’Addario: &quot;Berlusconi sapeva che ero una escort&quot;, ma fa
flop. Il piano fallisce, <strong><a href="/a.pic1?ID=387644" target="_blank">ma gli ascolti volano (28% di share)</a></strong>. Il premier, indignato, tira dritto (<strong><a href="/a.pic1?ID=387369" target="_blank">leggi il retroscena</a></strong>): non lo preoccupano &quot;gli attacchi triti e ritriti&quot;, ma l'uso scorretto della Rai 

Aveva la carta di riserva, quel vecchio volpacchione di Michele Santoro. Dopo una lunga giornata di tira e molla sulla presenza di Patrizia D'Addario ad Annozero, davanti al rischio che la escort numero uno sparisse, il programma di Raidue è cominciato con un'intervista all'escort di scorta. Anche lei barese, anche lei ospite a Palazzo Grazioli, mora e con gli occhialoni neri: si chiama Terry De Nicolò e ha ammesso di aver avuto rapporti sessuali per la modica cifra di 500 euro con l'ex vicepresidente della regione Puglia, il democratico Sandro Frisullo, e di aver passato una serata con Silvio Berlusconi.

Apertura a sorpresa, dunque. «Si sa come funziona questo sistema, è uno scambio di favori», rivela la Terry che aggiunge di aver passato piacevoli momenti con un pezzo grosso della sanità pugliese targata centrosinistra. Ce n'è abbastanza per occuparsi del vero scandalo di cui si occupa la magistratura pugliese: quello delle tangenti nella sanità regionale. Ma Santoro se ne guarda bene. «Disgustoso», protesta Maurizio Belpietro, direttore di Libero.

È un antipasto fuorviante, perché dopo un'oretta di amabili conversari eccola la escort numero 1, la bionda Patrizia, di nero vestita su divano rosso: due prostitute al prezzo di una, nel servizio pubblico (o pubico, copyright Dagospia). Intervista in diretta da Bari per il tramite di un giornalista che scivola subito su una gaffe: «Facciamo finta che siamo soli, così ci aiutiamo tutti e due», dice lui a lei. La D'Addario conferma quello che ripete da sei mesi: le due serate, le registrazioni, la professione di escort dopo aver lavorato nel mondo dello spettacolo, «l'ho confessato subito a Tarantini, con dignità». È una parola che ripete anche quando Santoro le chiede cosa si provi a fare quel mestiere: «Molta più dignità che dire di fare la modella o la ragazza immagine». Aggiunge Patrizia che «il premier sapeva che ero una escort». E come faceva a saperlo? «Lo sapevano anche le altre ragazze». Santoro chiede sornione se c'erano teneri sentimenti con il premier: Michele sembra un cronista rosa che infila l'occhio nel buco della serratura e pende dalle rosse labbra di Patrizia. La D'Addario duetta su queste questioni prive di rilievo penale, sentenziando come un «oracolo onniscente» e non smentibile, secondo la definizione di Nicola Porro, vicedirettore del Giornale. La sua immagine ingigantita domina lo sfondo dello studio santoriano. «È la protagonista del più grande scandalo del dopoguerra», dichiara la giornalista del Manifesto Norma Rangeri. L'unico momento in cui si scompone è quando Belpietro le chiede «come faccia oggi a campare». Lei spreme una lacrimuccia e sfugge: «Ve la prendete tutti con me nella mia prima intervista alla tv italiana». Ma alla domanda, non risponde.

Molto più prudente era stato uno degli dei dell'olimpo giornalistico, Carl Bernstein, vincitore del Pulitzer per aver rivelato lo scandalo Watergate, collegato in diretta come la D'Addario. «Se Berlusconi tenta di limitare la libertà d'azione della stampa, sbaglia. Tuttavia non conosco il caso con precisione - dice il giornalista da New York - non posso generalizzare». Ma a Santoro, che confonde Dustin Hoffman con Robert Redford rievocando il film «Tutti gli uomini del presidente», non va bene.

Il conduttore di Annozero dispiega il suo copione poco credibile a base di gossip e prostitute, il trappolone cucinato a freddo pieno di volgarità, nonostante che un parere dell'Ufficio legale Rai sconsigliasse di ospitare Patrizia D'Addario, in quanto indagata e testimone in più di un procedimento giudiziario in corso. «Il doppio ruolo giudiziario comporta il rischio che il suo intervento in trasmissione influisca sullo svolgimento delle indagini in corso», dicono gli avvocati del servizio pubblico.

A Santoro preme soltanto di andare in onda. Il suo editoriale d'avvio, tutto sorrisini e ammiccamenti da vittima del regime, precede un volgare spezzone della Bbc contro Berlusconi e il suo collega inglese, Gordon Brown. «Se non mando la D'Addario chi garantisce il contraddittorio?». Domande retoriche: ci pensano Patty e Terry, le fonti del giornalismo alla Santoro.