Anzio 1944, dalla spiaggia alla libertà

La Federazione per il 72esimo anniversario dell'operazione Shingle offre alle scuole del Litorale laziale da novembre 2015 a giugno 2016 un progetto didattico con cui coltivare il valore della memoria e tramandare alle nuove generazioni la memoria dei tanti che diedero la vitanel nome di un ideale

La notte tra il 21 e il 22 gennaio 1944 le truppe angloamericane sbarcano sulla costa tra Anzio e Nettuno per prendere alle spalle i tedeschi schierati sul fronte di Cassino. L'obiettivo è «piantare un pugnale nel fianco destro di Kesserling», comandante supremo di tutte le forze tedesche in Italia, attraverso «l'operazione Shingle», creando una testa di ponte oltre la linea Gustav.

Prima dello sbarco vengo sparati migliaia di proiettili senza ottenere risposta. I tedeschi hanno lasciato la costa sguarnita. Lo sbarco può avvenire praticamente senza combattere. Il generale Lucas, comandante del corpo di spedizione alleato, però, invece di lanciarsi subito alla conquista di Roma perde tempo prezioso. L'aviazione tedesca a quel punto non ha difficoltà a colpire gli alleati, concentrati su un'area ristretta, e tappare la falla, così come i tedeschi accorrono su posizioni favorevoli sui Colli Albani e a Cisterna. Serviranno mesi e una lunga battaglia di posizione prima di riuscire a piegare la resistenza dei tedeschi e arrivare a Roma.

Questa pagina di storia così importante viene fatta rivivere attraverso progetti divulgativi e manifestazioni storiche da alcune associazioni impegnate a trasmettere di generazione in generazione il valore della memoria. L'iniziativa è firmata dalla «Federazione per il 72esimo anniversario dell'operazione Shingle» che sta offrendo alle scuole del Litorale laziale da novembre 2015 a giugno 2016 un progetto didattico con cui portare indietro le lancette del tempo e far capire davvero cosa avvenne in quei mesi decisivi per libertà di ciascuno di noi, per la storia dell'Europa e dell'Occidente.

«Dalla Spiaggia alla libertà» è il nome del percorso didattico - promosso dalla Federazione Associazioni per il 72esimo anniversario dell'Operazione Shingle di cui fa parte l'Associazione «1st Armored Division-Old Ironsides» - che vuole diffondere la conoscenza dei luoghi, della gente, dei reduci. La manovra anfibia portata avanti dagli Anglo-Americani condotta sulla costa tirrenica non andò a buon fine e si bloccò quasi subito, ma il coraggio e la resistenza dei soldati salvarono la testa di sbarco e consentirono di portare poi l'offensiva di maggio.

Come ambasciatori del passato, i membri delle diverse associazioni aderenti porteranno nelle classi la memoria di quei giorni e, dando corpo alle pagine dei libri di storia, mostreranno ai ragazzi, oltre al più vivido racconto dei fatti, uniformi e automezzi d'epoca, carte geografiche, luoghi d'azione e strategie di battaglia. Accanto al progetto didattico più propriamente teorico vi è un progetto pratico denominato «Salviamo ciò che resta». Un'iniziativa volta a riportare alla luce, con la collaborazione di architetti e ingegneri delle Associazioni e con protagonisti sempre i ragazzi delle scuole, l'ormai dimenticato bunker situato sul lungomare di Anzio in località 'Il Turcotto-Statua di Nerone'.

Il progetto «Dalla spiaggia alla libertà» è reso possibile grazie ai mezzi, il patrimonio di conoscenze e la passione di una Federazione di Associazioni impegnate a trasmettere alle nuove generazioni la memoria dei tanti che sui due fronti contrapposti diedero la vita per onorare la patria, per difendere la democrazia, per portare a termine il proprio dovere. Rappresenta per i ragazzi delle scuole un'occasione preziosa per apprendere, riflettere e ricordare di non dimenticare coloro che ci regalarono la libertà, anche a costo del sacrificio supremo della vita, mettendo davanti a tutto l'amore per la propria nazione. Per un mondo senza più guerre.

Alessandro Lama, affermato manager nella vita di tutti giorni, è il portavoce delle associazioni dei rievocatori che hanno messo in campo il progetto «Dalla spiaggia alla libertà». «Mi sono avvicinato a questo mondo alcuni anni fa quando mio padre - che si arruolò diciassettenne nella X Mas ed è uno degli ultimi reduci viventi - mi invitò a partecipare a un evento di rievocazione dello sbarco di Anzio. Era una cena di gala e c'erano divise e persone provenienti da tutto il mondo. Sembrva di stare in una scena di Bastardi senza gloria. Il giorno dopo assistemmo alla rievocazione dello sbarco. Iniziai a interessarmi attivamente a queste iniziative e acquistai prima una divisa della Prima Divisione Corazzata Americana, sbarcata ad Anzio, poi con alcuni amici una Jeep Willis Ford». «A un certo punto, poi, è nata la volontà di andare oltre e coltivare oltre l'aspetto rievocativo, quello culturale e valoriale. Per questo abbiamo deciso di organizzare un progetto che coinvolgesse le scuole e che ora stiamo portando avanti con il Liceo Artistico di Anzio. A loro stiamo cercando di trasmettere la sofferenza vissuta dagli uomini, soldati o civili che fossero, durante la Seconda Guerra Mondiale. Ad esempio le immagini degli sfollati di Anzio e Nettuno - mandati a Napoli - ricordano quelle dei siriani di oggi. Vogliamo portare questi ragazzi nei luoghi della guerra, fargli conoscere i bunker, il Cimitero e il Sacrario americano di Nettuno, i Cimiteri inglesi di Anzio. A loro abbiamo fatto una prima lezione presentandoci in divisa. Noi in fondo ci sentiamo un po' come astronauti che vanno nel passato invece che nel futuro. Potevamo essere accolti come dei matti, ma i ragazzi hanno dimostrato un grandissimo interesse, hanno colto l'intensità e il pathos della nostra presentazione, alla fine metà classe piangeva e la scuola ci ha chiesto di tornare e parlare anche in altre classi».

L'obiettivo di questa campagna di divulgazione è chiaro. «Noi non vogliamo fare l'elegia dell'una o dell'altra parte, ma coltivare la memoria. Certo venendo qui è impossibile non celebrare il sacrificio di quei ragazzi - dell'età media di 22-23 anni a malapena consapevoli di dove si trovasse l'Europa - provenienti dall'Iowa o dal Massachussets, da una fattoria in Kansas, o da una fabbrica dell'Oregon, chiamati a combattere e morire per la nostra libertà. A loro va il nostro rispetto, il nostro ricordo e la nostra gratitudine».

Commenti
Ritratto di stenos

stenos

Dom, 01/11/2015 - 17:44

Per me gli unici eroi erano quelli del San Marco che avevano di fronte.

Ritratto di tomari

tomari

Dom, 01/11/2015 - 18:03

Ma come? Non sono stati gli "EROICI" partigiani a liberare l'Italia?

Anonimo (non verificato)

gbuzziferraris

Dom, 01/11/2015 - 20:00

Sono molto meravigliato negativamente che il promotore di questa associazione,pur essendo figlio di un Veterano della Decima Mas, ricordi ed esalti solo gli Americani e gli Inglesi e si dimentichi invece dei soldati che combattevano contro di loro cioe'i Soldati Italiani della Repubblica Sociale e in particolare dei poveri ragazzi (ma dovrei dire giovani Eroi)del Battaglione Barbarigo proprio della Decima Mas. Questi giovani combattevano anche loro per la Liberta' dell'Italia e soprattutto per l'Onore dell'Italia distrutto con la vergogna dell'8 Settembre 1943.Inoltre il promotore di questa associazione dovrebbe anche ricordare non solo i Cimiteri Americani e Inglesi, ma anche il Campo della Memoria (a Nettuno) dove sono sepolti i Combattenti della Repubblica Sociale e in particolare i Caduti del Battaglione Barbarigo della Decima Mas che morirono ad Anzio/Nettuno per contrastare lo sbarco alleato.

Anonimo (non verificato)

Rotohorsy

Dom, 01/11/2015 - 20:45

Finalmente qualcuno si ricorda dei giovani Americani morti ad Anzio e su altre coste italiane. Sembra che tutti lo abbiano dimenticato esaltando invece partigiani che senza gli Angloamericani e gli altri alleati (anche se in numero minore) sarebbero stati facilmente sterminati. Ma si sa, gli interessi politici/partitici stravolgono la storia a proprio comodo, per fortuna finchè c'è qualcuno appassionato della storia e della verità ci sarà qualche speranza di riconoscenza.

Ritratto di magicmirror

magicmirror

Lun, 02/11/2015 - 06:59

"Dalla spiaggia alla libertà condizionale", meglio.