Apre i regali in anticipo, la madre lo fa arrestare

La donna ha chiamato la polizia dopo l’ennesimo atto di disubbidienza: il figlio di 12 anni aveva scartato i giocattoli che avrebbe dovuto ricevere a Natale

Cristiano Gatti

C’è un luogo del mondo dove i genitori, una volta convocati a scuola per essere informati sul bullismo dei figli, nove volte su dieci danno degli incapaci agli insegnanti. A molti chilometri di distanza, dall'altra parte dell'Oceano, c'è un luogo del mondo dove una madre fa arrestare il figlio dodicenne, perché talmente farabutto da scartare con troppo anticipo un regalo di Natale. Domanda: esiste un luogo di mezzo, dove sia possibile trattare i nostri figli con l'equilibrio che ci chiedono e che soprattutto si meritano?
Mentre tutti quanti proviamo a individuare questo luogo, che geograficamente confina con il buonsenso, può essere comunque utile raccontare ai bulletti italiani questa simpatica storia natalizia. Nello stato di New York, contea di Columbia, c'è una mamma che da tempo non sa come tenere a freno le intemperanze di suo figlio. Per certe nostre madri, abituate a rientri mattutini, ad allagamenti di scuole, a foto porno sui telefonini, a pestaggi nei parchi pubblici, la situazione di questo ragazzino americano andrebbe definita idilliaca. Ma non per la signora Brandi Ervin, che evidentemente ha un'idea tutta particolare di figlio ideale. Dal suo punto di vista, negli ultimi tempi il ragazzo è ingestibile. La sua fedina contempla orrori d'ogni genere. I più efferati, a scuola. A parte il rendimento deficitario, i professori sostengono di faticare molto a contenere il suo carattere esuberante, che lo porta ad inventare continui dispetti ai compagni e agli stessi insegnanti, neanche le puntine sotto la sedia e la rana nel cassetto le avesse inventate il piccolo criminale. Racconta ancora la mamma: recentemente, il professore di matematica si è visto costretto a sospenderlo per una settimana, dopo che il ragazzino si era macchiato del crimine di un «continuo lancio di palline di carta» (ma non è che il ragazzo in realtà accusi qualche ritardo? I nostri, alla sua età, lanciano già banchi contro la lavagna).
Comunque non è finita qui. C'è anche il comportamento tra le mura domestiche. Il delinquente, sempre secondo la testimonianza della madre, ha l'abitudine di chiudersi in camera sua a leggersi i fumetti, fumetti che compra rubando i soldi dal borsellino della nonna. Una condotta allarmante e insopportabile, tanto da trasformare la povera madre in una «donna esasperata, al limite della sopportazione». Arrivando Natale, la goccia che fa traboccare il vaso. Se vogliamo, la goccia che trasforma una vicenda folkloristica in qualcosa di grottesco. Il giovane gangster, essendo pure infido e subdolo, negli ultimi tempi scopre che la bisnonna gli ha preparato come regalo un gioco elettronico tipo Play-station. Ebbene: da giorni, accusa la madre, il malvivente si infila di nascosto in casa dell'anziana parente e va in soffitta a giocare con il regalo di Natale.
Basta, si dice la signora Brandi: è ora di dargli una lezione. La donna è chiaramente cresciuta alla scuola Montessori, obbedendo ciecamente a un unico principio educativo: se non li fermi subito, non li fermi più. Una lezione, bisogna dargli una lezione. Quale lezione? L'altro giorno, racconta ancora lei, l'illuminazione. Durante la Messa. Mentre prega (vai a sapere quale Dio prega la brava donna), sente che la cosa giusta è uscire un attimo, attaccarsi al telefonino e chiamare la polizia, fornendo l'indirizzo della bisnonna, dove sicuramente il maledetto ladro sta consumando il suo reato. La Polizia non esita, il blitz ha successo (ma le forze dell'ordine, in questo strano luogo al di là dell'Oceano, non hanno altro da fare?). Finalmente il dodicenne viene colto in flagranza di reato. Inchiodato alle sue responsabilità, non può che consegnarsi agli agenti, accettando di seguirli alla centrale senza opporre la minima resistenza. Niente, neanche un calcio nei cosiddetti.
Devono passare due ore prima che la signora Brandi Ervin, mamma un po' fuori dagli schemi, tutto sommato un po' fuori, si faccia viva in commissariato per riprendersi il figlio. Qualcuno si chiederà come possa evolversi in futuro un caso simile. Per quanto riguarda lei, la madre, spera espressamente «che il ragazzo possa trarre da questa esperienza qualche insegnamento, così da comportarsi un po' meglio». Ma nell'attesa di vedere quanto abbia capito il ragazzino di un arresto a dodici anni per apertura anticipata di pacco natalizio, il suo caso sarà comunque presentato al Dipartimento della Giustizia giovanile della Contea, che sceglierà per lui il programma più opportuno di rieducazione. Per la madre, stranamente, non è previsto nulla. Nemmeno una veloce visita psichiatrica. Vai a sapere. Forse, per lei, basterebbe un master di sei mesi in Italia, tra i baby-coatti di certe nostre scuole. L'incontro sarebbe salutare per ambedue le parti.