Aprire agli Ogm porta solo vantaggi

Caro presidente Berlusconi, finalmente, grazie all’apertura mostrata da lei e dal ministro Frattini nel corso del vertice della Fao, il tema degli Organismi geneticamente modificati comincia a essere affrontato anche in Italia senza pregiudizi ideologici. È un passo in avanti essenziale, che rende fiduciose le imprese biotecnologiche rappresentate da Assobiotec perché dà prova di una grande capacità di confronto e di un’apertura convinta rispetto ai temi dell’innovazione e del progresso scientifico, quali motori di sviluppo economico e di miglioramento della qualità della vita.
Come lei ha giustamente evidenziato, una delle cause dell’aumento dei prezzi dei generi alimentari è legata proprio all’abbandono della ricerca scientifica sui prodotti agricoli, in grado di condurre alla selezione di specie più produttive e resistenti ai cambiamenti climatici. Il trend, ha sottolineato di recente la rivista Nature, riguarda tutto il pianeta: tra il 1980 e il 2006 i finanziamenti dei Paesi occidentali per progetti sul miglioramento delle coltivazioni sono passati da 6 a 2,6 miliardi di dollari. Investire nelle biotecnologie deve, perciò, essere una delle maggiori priorità per l’Italia, se davvero vogliamo giocare un ruolo di primo piano nello scenario mondiale.
Ma oggi nel nostro Paese anche la semplice sperimentazione in campo di Ogm è vietata, impedendoci in tal modo di verificare se esistono varietà geneticamente modificate adatte al nostro territorio e se, esse, possono apportare o no vantaggi produttivi. Per questo motivo una prima concreta misura che il suo governo può adottare consiste nell’approvazione dei nove protocolli sperimentali sugli Ogm bocciati dall’ex ministro Pecoraro Scanio nonostante il parere positivo dato da una commissione di esperti tecnici delle Regioni e dei ministeri dell’Agricoltura e dell’Ambiente.
A chiederlo, come mette in luce un recente sondaggio Demoskopea per Assobiotec, è anche il 74% degli agricoltori lombardi interessati alla coltivazione di mais. I soli a essere in grado da subito di usufruire delle opportunità che i prodotti geneticamente modificati già autorizzati in Europa possono offrire. Portare avanti una politica anti-Ogm non solo va contro la libertà di scelta di agricoltori e consumatori, costretti questi ultimi a sopportare sulle proprie spalle i costi di una filiera Ogm-free, ma soprattutto è insostenibile per la nostra economia, come ha messo bene in evidenza uno studio Nomisma sul mais presentato lo scorso gennaio nella sede di Confagricoltura. Siamo certi, quindi, che il suo governo saprà avviare una politica agricola moderna, aperta e innovativa, capace di guardare al futuro nell’interesse della collettività e senza pregiudizi di alcun genere.

presidente Assobiotec-Federchimica