Arbëreshë e Mócheno: ecco le 33 lingue che si parlano in Italia

Record in Papua Nuova Guinea: 820 dialetti per 5 milioni di abitanti

Eleonora Barbieri

La democrazia si può anche parlare: e infatti in Corea del Nord, uno dei regimi totalitari più isolati del pianeta, la lingua ufficiale è una sola, il coreano. Eppure un po’ di contaminazione linguistica non dovrebbe essere un problema per Pyongyang: basterebbe lasciarsi influenzare dai vicini del Sud-Est asiatico, come l’Indonesia, dove gli idiomi sono ben 742, dispersi su isole e province fra Bali, Java, Sumatra e Papua.
I 238 milioni di indonesiani hanno un’ampia offerta a disposizione; ma, nel complesso, non ci si può lamentare: secondo Ethnologue, infatti, le lingue parlate nel mondo sono ben 6912. Catalogarle tutte è stata un’impresa, e non è ancora finita: la cifra è l’ultimo aggiornamento comparso su questa «enciclopedia linguistica» che, in oltre mille pagine, offre una vera e propria mappa idiomatica del globo. Un puzzle i cui pezzi sono stati rinvenuti anno dopo anno, a partire dal 1934, quando il progetto del Summer institute of linguistic di Dallas, in Texas, prese il via per l’entusiasmo evangelico di William Cameron Townsend; e, soprattutto, da quando la sua volontà di diffondere la parola di Dio nei luoghi più sperduti del pianeta si è incrociata, negli anni ’50, con l’abilità e la passione di Richard Pittman: insieme alla moglie Kay, questo infaticabile linguista cominciò le sue ricerche in un villaggio dello Stato messicano di Morelos, Tetelcingo, per poi spostarsi nelle Filippine e nell’area del Pacifico.
Una zona che, come conferma la mappa tracciata da Ethnologue, che si può consultare anche online, è particolarmente «fertile»: il record plurilinguistico spetta infatti alla Papua Nuova Guinea, patria di ben 820 lingue vive, parlate da solo 5,4 milioni di abitanti. Agi, bebeli, bo, elu, zia: è solo un assaggio della varietà di idiomi scovati, alcuni dei quali patrimonio ormai di pochissimi - come l’abom, custodito ancora da quindici persone, o l’abaga e il kamasa, parlati rispettivamente da cinque e sette abitanti, morti i quali il destino sarà l’estinzione. Una sorte che, secondo gli studiosi dell’Unesco, toccherà ad almeno la metà delle lingue entro la fine del secolo. In Europa, l’Italia batte la Francia per poche unità: 33 fra lingue ufficiali e dialetti, contro i 29 d’Oltralpe. Ma il vero colosso è la Russia: cento e uno gli idiomi parlati, fra cui, nell’area asiatica, l’alutor, il chukot, l’enets della Tundra e, sul versante occidentale, il lak. Come ogni metodo di classificazione, anche quello di Ethnologue viene contestato, anche perché non esiste un criterio univoco per definire quale sia una «vera» lingua. Nel frattempo, però, l’esplorazione degli esperti texani ha dato i suoi frutti: esistono 2.422 traduzioni della Bibbia e il loro lavoro è un vero e proprio «testo sacro» per tutti coloro che debbano avventurarsi nel mondo della varietà linguistica, dai manager della Silicon Valley agli agenti segreti.