Gli Archimede 2011: ecco le invenzioni più pazze del mondo

Per Time è già tempo di bilanci. Le classifiche annuali del settimanale americano partono dalle invenzioni migliori del 2011. Sono 50 e fanno il giro del mondo, dal Giappone, alla Danimarca, agli Stati Uniti. Ci sono attrezzi utili nella quotidianità, scoperte importanti per l’umanità e strumenti divertenti. Tutti hanno in comune un’idea nuova. Qualche esempio: le percussioni digitali, il vaccino contro la malaria, la matita che ricorda cosa abbiamo scritto e lo riproduce sottoforma di file sul computer. Ma anche il distributore automatico di baguette, il dessert che brucia nel piatto e imita il sapore dei cibi cucinati all’aperto, il rasoio perfetto e la canzone più rilassante del mondo. Nell’anno della scomparsa di Steve Jobs le invenzioni degne di nota sono soprattutto perfezionamenti di oggetti e sistemi già esistenti oppure prodotti finali di percorsi lunghi anni, cui hanno lavorato più persone. E così molte volte tutti ammirano il risultato, ma pochi ricordano la persona che ha avuto l’idea originaria. Time dà spazio anche alle peggiori invenzioni, quando la scienza cioè ha fatto un passo indietro e non in avanti. È il caso ad esempio del finto Apple store aperto a Kunming, in Cina, dei reattori nucleari galleggianti costruiti in Russia che però non funzionano, della firma più grande del mondo tracciata da uno sceicco arabo su un’intera isola, della carne artificiale creata in Giappone, del telefono cellulare tedesco che sa baciare.