Architetto massacrato, fermato un romeno: «Delitto dopo incontro gay»

Risolto a tempo di record, in 36 ore, il caso dell’omicidio di Alberto Falchetti. Un romeno, Iulian Muscocea, di 26 anni, è stato fermato e a lungo interrogato negli uffici della Squadra Mobile di Roma, dove ha parzialmente confessato l’assassinio dell’architetto di 59 anni massacrato a calci e pugni nella propria abitazione nel quartiere Aurelio domenica scorsa. Secondo quanto riferito dal giovane, Falchetti lo aveva avvicinato vicino alla Stazione Termini, poi i due erano andati nell’abitazione del professionista per un incontro omosessuale. Ma tra i due è scoppiata una violenta lite: Muscocea ha massacrato Falchetti di calci e pugni. Il giovane ha poi portato via dall’appartamento, macchine fotografiche, un braccialetto d’oro e soldi in contanti, rivendendoli per 550 euro a una donna moldava. A tradire il romeno, un’impronta lasciata su una bottiglia di birra, confrontata con rilievo dattiloscopico effettuato sul giovane nel luglio del 2007. Muscocea, accusato di omicidio e rapina, è stato fermato dalla Polfer lunedì scorso, mentre tentava di lasciare il Paese in treno con un amico.