Arie di Puccini e rock di Elvis Il tenore conquista Hollywood

Standing ovation delle superstar in platea al Bowl. E lui annuncia il «Bocelli & Friends» nel 2007

Claudia Laffranchi

da Los Angeles

La voce di Andrea Bocelli ha sedotto Hollywood. Cantando sotto e davanti alle stelle al celeberrimo Hollywood Bowl, l'anfiteatro all'aperto che è la sede estiva della Los Angeles Philharmonic e che ha ospitato la crème del pop, del jazz e del rock negli ultimi cinquant’anni, da Frank Sinatra a Ella Fitzgerald, dai Beatles a Elton John, il tenore toscano si è esibito davanti a un parterre di star del cinema. Tra le celebrità sedute nei box vicini al palco si sono infatti visti Michael Douglas, Catherine Zeta Jones, Kirk Douglas, il governatore della California Arnold Schwarzenegger e la moglie Maria Shriver, Shirley MacLaine e Donald Trump.
Ma l'Hollywood Bowl, tutto esaurito per l'occasione, coi 18mila biglietti spariti in poche ore, era gremito soprattutto da gente comune, a confermare l'amore che il pubblico americano ha per Andrea Bocelli, che in questa occasione ha duettato anche con Katharine McPhee, la seconda classificata della trasmissione American Idol, di cui Bocelli è stato uno dei giudici qualche mese fa. A Los Angeles Andrea Bocelli ha proposto una scaletta che mescolava arie d'opera e canzoni pop tratte dal suo successo discografico Amore, prodotto da Tony Renis, David Foster e Humberto Gatica, e che comprende duetti con Christina Aguilera, Stevie Wonder e col sassofonista Kenny G. Un album che ha avuto un successo planetario, festeggiato domenica con la consegna, da parte del miliardario Donald Trump, del disco di platino per il suo primo milione di copie vendute, mentre la soglia dei due milioni sta avvicinandosi rapidamente. Un successo che sembra promettere bene per un eventuale Grammy per Andrea Bocelli, dopo quello vinto lo scorso anno da Laura Pausini col suo disco in spagnolo Escucha.
Era dunque un Bocelli di ottimo umore e in ottima forma quello che domenica sera ha intrattenuto il pubblico americano, e che si è pure esibito con qualche battuta in inglese.
Ma per il resto a parlare è stata la musica: da arie d'opera come Lucean le stelle e Nessun Dorma ai classici della canzone popolare come Funiculì Funicolà e Besame mucho; dalla cover di Elvis Presley Can't help falling in love ai brani pop dell'ultimo album come Mi manchi.
In quell'Hollywood Bowl famoso anche per permettere agli spettatori di portarsi un picnic da consumare sugli spalti (o nei box Vip con tanto di tavolino e secchiello per il ghiaccio), Andrea Bocelli è stato più volte sommerso dall'entusiasmo del pubblico di Los Angeles, con le sue standing ovation e gli applausi a scena aperta, a cui il tenore toscano ha risposto con sorrisi di riconoscenza e di soddisfazione. Ed è chiaro che nel cuore degli americani Andrea Bocelli ha sostituito il grande Luciano Pavarotti, il primo cantante lirico ad avere avuto il coraggio di proporre, con immenso successo, un crossover pop (mentre i tre tenori sono stati rimpiazzati da Il Divo, il gruppo-fenomeno composto da tre tenori e un baritono di ottimo aspetto: uno svizzero, un francese, un americano, e uno spagnolo che fanno sognare col loro mix di opera e di pop).
E quasi a sottolineare il passaggio del testimone tra Pavarotti e Bocelli, il cantante toscano ha annunciato la creazione di uno spettacolo di beneficenza nella sua città natale, Lajatico, un concerto annuale dedicato alla celebrazione dell'opera. Appuntamento dunque nel 2007 col Bocelli & Friends. Ma per intanto la prossima data italiana, sempre di beneficenza, sarà il cinque luglio a Genova, a favore dell'ospedale pediatrico Gaslini.