Arresta sedicente cieca Tagliava capelli ai clienti ma si fingeva invalida

Si fingeva cieca, salvo poi tagliare i capelli alle clienti. Per lei stop all'assegno d'invalidità. Peggio è andata a un muratore veronese. Per l'Inps l'uomo è morto, e non può più quindi ricevere la pensione<br />

Giulio Marchetto, muratore 62enne di Boschi Sant'Anna nella Bassa Veronese sta benissimo. Sta bene, ma qualcuno lo dovrebbe dire anche all'Inps, che, probabilmente per colpa di un errore del database, ha sospeso l'erogazione della pensione per l'uomo, che da settembre vive senza contributi. Una situazione curiosa e paradossale, rivela oggi dal quotidiano L'Arena di Verona.

Qualunque sia stato l'inghippo burocratico dietro la "morte prematura" del 62enne muratore, la famiglia ha ricevuto nei giorni scorsi dal direttore dell’agenzia di Legnago dell’Istituto nazionale di previdenza sociale una comunicazione che ricordava - dato il trapasso dell'uomo -  che era necessario "provvedere al pagamento delle somme a debito con il modulo F24", ma in compenso non avrebbero dovuto "pagare gli acconti Irpef e/o l’acconto addizionale comunale per il 2011". Una magra consolazione, dato che l'uomo non è morto per nulla. Il pensionato e sua moglie auspicano ora "che venga risolto in fretta questo gravissimo errore e di percepire i mesi arretrati con tanto di interessi e danni morali", in modo da uscire dalle difficoltà che hanno dovuto sopportare negli ultimi mesi.

E se in questo caso è un onesto lavoratore a essere ingiustamente "dimenticato", se così vogliamo dire dall'Inps, il secondo è invece un più classico caso di tentativo di truffa, anzi, di truffa ben riuscita.

Una parrucchiera del ravennate, assolutamente in salute e senza alcun problema, almeno nessuno in grado di garantire un assegno di invalidità, avrebbe truffato a lungo la Guardia di finanza, fingendosi cieca. Salvo poi tagliare i capelli alle clienti senza evidenti problemi e girare in bicicletta per il paese dove vive.

A pizzicare la finta invalida alcune telecamere nasconte, messe nel suo negozio. Per lei, finalmente colta il flagrante, stop alla pensione, all'indennità di accompagnamento e alle agevolazioni previste dalla legge. Certo la donna non potrà lamentarsi, dato che la diagnosi medica che la voleva incapace di fare qualsiasi cosa senza un accompagnamento, non aveva evidentemente nulla di fondato.