Arrestato un big, Batasuna protesta: accordi violati

Il giornale «Gara», vicino all’Eta, accusa il governo di aver infranto regole che erano osservate tacitamente

Roberto Fabbri

Arnaldo Otegi, leader del disciolto partito Herri Batasuna (il braccio politico dell’Eta) è stato arrestato la notte scorsa. È la risposta del governo Zapatero all’attentato di mercoledì mattina a Madrid, dove un’autobomba «firmata» dagli indipendentisti baschi ha ferito una cinquantina di persone e provocato gravi danni materiali. Ma per il quotidiano Gara, molto vicino agli ambienti dell’estremismo separatista, l’arresto di ieri rappresenterebbe non solo una minaccia al processo di pace, ma addirittura la rottura di taciti accordi tra Eta e governo.
Otegi, leader della sinistra basca che non nega i suoi rapporti con il terrorismo stragista che preferisce considerare «lotta di liberazione nazionale», è stato arrestato sotto l’accusa di appartenenza a banda armata. È stato condotto in manette al carcere madrileno di Soto del Real. Per la sua liberazione è stata fissata una cauzione di 400mila euro. Qualora questa fosse pagata, sarebbe comunque tenuto a non lasciare la Spagna e a presentarsi regolarmente davanti al giudice.
Dopo l’attentato a Madrid, Zapatero era stato molto chiaro: la violenza dell’Eta, aveva detto, è una piaga inaccettabile. Logico dunque aspettarsi da parte del suo governo una reazione decisa. Il ministro della Giustizia Lopez Aguilar ha detto, coerentemente, che l’arresto di Otegi «rappresenta un altro passo per farla finita con l’Eta».
Ma i commenti che arrivano dai Paesi Baschi sono invece improntati a una curiosa scandalizzazione. Il portavoce del governo regionale ha espresso il sospetto che Otegi sia finito in prigione «per ragioni politiche» e ha chiesto alle autorità giudiziarie di «chiarire con rapidità e senza lasciare adito ad alcun dubbio quali siano i motivi che hanno portato alla carcerazione di un significativo dirigente politico».
Ancora più duro Gara, il cui editoriale di ieri si intitolava «Zapatero tira la corda». Per il giornale vicino all’Eta, «l’arresto del leader della sinistra basca Arnaldo Otegi può essere interpretato solo come un golpe del presidente del Governo spagnolo contro le speranze di un processo di pace». Zapatero, secondo Gara, «cova sentimenti di vendetta».
Ma quel che più colpisce nell’articolo del giornale è il giudizio sull’attentato di Madrid, che rientrerebbe «nell’attività armata dell’Eta a un livello che secondo lo stesso governo spagnolo non pone pericoli alle speranze» di pace. Gara pretende insomma che le regole del gioco ammettano le autobombe, ma non l’arresto di personaggi come Otegi. E scrive sussiegosamente che questo infrange «le norme implicite, per quanto probabilmente né frutto di accordi né di patti tra le parti, che determinavano entro quali parametri ciascuno poteva muoversi senza mettere in pericolo il ritorno al dialogo».