Arriva la nave della rumenta. Ma è rotta

Come non bastassero gli autisti «porta munnezza» che si perdono strada facendo, e disorientano i présidi nostrani chiedendo: «Unn' stà Scarpina?». Tradotto dal napoletano: «Dove si trova Scarpino?». Primo falso allarme, lanciato lunedì dagli attenti presìdi degli abitanti di Scarpino pronti a vigilare su ogni camion in direzione discarica: quella era rumenta nostrana bella e buona e solo l'autista era di chiara origine partenopea.
Ma non basta, ora l'allarme arriva dal mare. Gli uomini dei comitati non si accontentano neppure degli scrupolosi promemoria con le 319 targhe degli unici e soli mezzi «autorizzati» a scaricare nella ormai quasi satura discarica genovese. Di giorno in giorno il controllo si estende. La rete di vigilanza si amplia. I «vigilantes» esasperati si moltiplicano.
Ora, la prima vedetta si apposta sui moli. Tutti lì, pronti in presidio, a guardare l'orizzonte per scorgere eventuali navi sospette. Da Napoli imbarcazioni cariche continuano a salpare e in «qualche porto europeo - sostengono - dovranno pur approdare». Sono già arrivate in Sardegna, ma loro, gli uomini dei comitati di Scarpino, temono che prima o poi possano arrivare anche a Genova.
Così, come dar torto a chi ieri, di primo mattino, ha lanciato il primo accorato sos per la più che sospetta nave «Ital ro-ro One». Le ragioni c'erano tutte. L'imbarcazione in arrivo era tale quale a quelle salpate dal golfo partenopeo. La compagnia marittima era la stessa. Le navi «Ital ro-ro Two» e «Three» erano piene zeppe di munnezza nel porto sardo, che proprio la «One» ora scaricasse in Liguria?
L'assessore genovese al Ciclo dei Rifiuti Carlo Senesi viene tempestivamente avvisato. E risponde: «Noi non ne sappiamo nulla, ma a Scarpino rifiuti campani non devono arrivano né via terra né via mare e neppure dal cielo» garantisce. Senesi contatta l'assessore regionale Franco Zunino. Nessuno ne sa nulla, nessuna nave con carico di spazzatura è prevista nel porto all'ombra della Lanterna. Neanche di passaggio, come tappa intermedia tra Napoli e il Piemonte, regione già pronta ad accogliere la munnezza campana. Eppure, la nave incriminata era lì. C'era la prova provata: pure la Capitaneria aveva certificato l'arrivo della «Ital ro-ro One». La gente di Scarpino era già allertata. I primi ardenti difensori della discarica si erano trasferiti dalla collina al mare.
Giusto in tempo per vedere la «Ital ro-ro One» attraccare al terminal delle riparazioni navali. Vuota, ma pronta a un genovesissimo restyling. Cosicché anche quei camion di troppo presenti in porto, e che poco prima avevano fatto crescere i sospetti, sono stati relegati al ruolo di «coincidenze».
Ma il falso allarme non fa calare l'attenzione. Anzi, oggi, alle 10.30, sotto la guida degli esponenti liguri della Lega Nord, l'appuntamento è fissato in piazza De Ferrari, davanti al palazzo della Regione. Lì, diretti da Roberto Bruzzone, capogruppo regionale del carroccio, leghisti e manifestanti protesteranno armati da sacchi d'immondizia, contro la decisione di Claudio Burlando di accogliere i rifiuti campani, poche ore dopo aver promesso l’esatto contrario.
Saranno pronti a depositare alcuni sacchetti di «rumenta nostrana» e a leggere l'interpellanza con cui Bruzzone chiederà a Burlando una sola cosa, «conoscere la data in cui la smetterà di raccontare bugie».