Arriva "Zootropolis", il nuovo film Disney

Un buffo poliziesco con protagonisti animali antropomorfi. Piacevole ed educativo, sprona a combattere per ottenere quel che vogliamo e a non dar peso a pregiudizi e stereotipi

Zootropolis è la moderna metropoli di un mondo in cui non esistono esseri umani e in cui gli animali si sono evoluti al punto da convivere in armonia a prescindere dalla razza cui appartengono.

E' in questa idilliaca città che arriva la simpatica e gentile coniglietta Judy, pronta a far parte del corpo di polizia. Per quanto animata da volontà ed entusiasmo, la piccola scopre ben presto che, in mezzo ad animali grandi e grossi, non è facile per una della sua taglia dimostrare il proprio valore. Ma è a questo scopo che Judy decide di tentare l'impossibile e lanciarsi nella risoluzione di un caso misterioso riguardante la scomparsa di quattordici mammiferi. Ad aiutarla nell'impresa avrà una volpe loquace e truffaldina di nome Nick.

Quella diretta da Byron Howard (Bolt, Rapunzel) e Rich Moore (Ralph Spaccatutto) è un’avventura a metà tra il noir e il racconto di formazione, con una componente action accentuata, un ritmo sostenuto e una vena buffa pronunciatissima. Nato come intrattenimento per bambini, "Zootropolis", riesce a tenere desta l'attenzione dei genitori al seguito grazie a numerose citazioni cinefile e a diversi stereotipi comici: riusciti personaggi di contorno come il padrino toporagno e il bradipo dipendente comunale ne sono un esempio. Il character design è classico ed efficace, l'animazione curata in maniera ineccepibile e con enorme attenzione ai dettagli: i disegnatori hanno trascorso mesi a studiare movenze, abitudini e dimensioni di oltre 50 specie di mammiferi.

Il titolo in lingua originale di questo 55esimo classico Disney, "Zootopia", rende bene quanto quella rappresentata nel film sia una società utopica, in cui è stata superata ogni distinzione razziale, non esistono più suddivisioni in predatori e prede e chiunque può diventare ciò che vuole. Gli animali rappresentati vivono in una giungla moderna, metafora di quello che sono diventate le nostre città, e sono antropomorfizzati al punto da avere i nostri pregi, difetti e abitudini. Oltre ad essere spassoso, l'espediente del parallelismo col genere umano suscita empatia e sappiamo bene che i problemi che osserviamo rivisitati in chiave animalesca sono gli stessi del nostro mondo: diversità, sogni infranti, stigma sociale e così via. E' importante osservare come il messaggio di uguaglianza pubblicizzato dalla città di Zootropolis, almeno all'inizio, si riveli per la protagonista una favoletta ipocrita e starà a lei guadagnarsi rispetto e diritti sul campo. A più riprese, infatti, nel corso del film, viene alla luce quanto l'intento pedagogico delle pellicole Disney, pur restando in sostanza quello tradizionale, si sia fatto più realista e spendibile: la distinzione tra sogno e progetto è ora ben chiara e si fa il tifo per il secondo. Non basta più desiderare ardentemente e sentirsi magici, serve piuttosto un duro lavoro e tanta volontà per tradurre in fatti ciò che vogliamo col cuore. Non viene occultata l'esistenza di bullismo e pregiudizi ma si chiarisce che questi ostacoli, assieme alle aspettative che il Sistema ha su ogni individuo, non devono diventare un limite invalidante: ciascuno deve prima di tutto seguire la sua natura più intima, i talenti, le proprie pulsioni intellettuali e non i preconcetti che gli altri hanno su di lui.

A dare una scossa in più compare, in un paio di occasioni, un piccolo inno motivazionale come "Try Everything" di Shakira, canzone ufficiale perfetta in un film che è un invito a lottare per diventare chi desideriamo essere.