Artisti, curatori e chef stellati: Arte Accessibile a Spazio Eventiquattro

Design e arte contemporanea prendono possesso della sede gruppo 24 Ore, per la V edizione di Arte Accessibile Milano

Artisti, curatori, designer e chef stellati, abbandonano le loro botteghe istituzionali e diventano “accessibili” in Via Monte Rosa 91. Lo Spazio Eventiquattro sede del gruppo 24 Ore e di PWC, in occasione della V edizione di Arte Accessibile Milano, si è trasformata in un open space in cui sono esposte, gratuitamente, le più svariate forme dell’arte contemporanea e del design.

Oltre 50 espositori, più di 150 artisti provenienti da tutto il mondo hanno messo a disposizione di tutti (dai curatori d’arte ai neofiti) le loro opere. L’obiettivo è quello di “raccontare” la creatività attraverso una fiera d’avanguardia dall’atmosfera informale che vuole aiutare la gente a leggere, apprezzare e valutare l’arte contemporanea.

“Qui non c’è un biglietto d’ingresso. Tutte le fiere dovrebbero essere gratuite, non posso sopportare che una famiglia sia costretta a pagare per entrare a vedere un mercato d’arte come questo”, spiega Tiziana Manca curatrice dell’evento. “ La scelta del palazzo disegnato da Renzo Piano come sede espositiva e l’assenza del biglietto d’ingresso- continua la Manca- sono i due principi da cui partire: da un lato si vuole “garantire” la qualità dell’offerta, dall’altro far si che il pubblico si lasci avvicinare dall’arte contemporanea senza timori e sovrastrutture creando autonomamente la propria consapevolezza artistica”.

E’ proprio nell’edificio che Renzo Piano definì “dell’ascolto” , che famiglie, giovani, esperti e molto altro, si sono ritrovati per ammirare le diverse facce dell’estro creativo.

Ad accogliere il pubblico all’ingresso, la leggendaria FIAT 500 rivestita, dall’artista Gianni Depaoli, con oltre 650 kg di salmone norvegese. Un progetto di Organic Trash Art che valorizza lo scarto ittico che ci ha dato nutrimento, creando opere d’arte e sensibilizzando l’opinione pubblica sull’ecosostenibilità e biodiversità. “Provengo da una famiglia di pescivendoli – spiega l’artista Depaoli- ed è proprio l’amore per questo animale che ha ispirato la mia opera. Ho ricoperto uno dei simboli del Made in Italy con la pelle perché milioni di corpi nel mondo si sono poggiati, almeno per una volta nella vita, sui sedili di quest’auto”.

Attraversando il cortile del palazzo e accedendo alla “Sala Collina” i materiali di scarto (ri)nascono, mutano la loro forma originale e ottengono una seconda possibilità di vita. I designer artigiani hanno combinato unicità e funzionalità degli oggetti creando dei veri e proprio pezzi unici: dalla bicicletta col cappotto alle lampade costruite con la ruota di una bicicletta, fino a uno scaffale fatto di zucchero.

Un’arte nuova, giovane, economica e “di strada”, nel cuore di una grande città, diventa quindi per tre giorni aperta a tutti sfidando i limiti del collezionismo milionario e di elite.

Micaela Farrocco