Artisti declamano poesie con il linguaggio dei segni

A Palazzo Ducale, l’associazione «Mani in movimento» divulga l’alfabeto dei non udenti

«Credi che potremmo trovare un posto dove possiamo incontrarci, che non sia silenzioso e che non sia sonoro?». Lo slogan, tratto in prestito dal film «Figli di un dio Minore» è stata la risposta all'incontro, o meglio allo «Shh... party» organizzato al Mentelocale di palazzo Ducale dall'associazione «Mani in movimento». L'onlus nata due anni fa per opera di cinque ragazzi dopo un laboratorio sperimentale.
«Insomma una festa in silenzio per imparare a sentire» hanno segnato alcuni di loro. Perché di segni si è trattato. L'appuntamento è stato un invito a un «sentire» nuovo, diverso dai due canali sensoriali quali la voce e l'udito. E la gestualità e la Lingua dei Segni Italiana (Lis) hanno fatto da padroni.
«Un “sentire” che coinvolge e impegna la totalità del nostro corpo spesso inconsapevole delle sue potenzialità e delle sue possibilità comunicative - spiegano alcuni di loro -. Il silenzio acquista così un significato più profondo, diviene un momento privilegiato che rende possibile la comunicazione che va al di là della parola parlata e udita. Entrano in gioco altre componenti per incontrarsi, comunicare e conoscersi: lo sguardo, il sorriso, la gestualità del corpo, la danza, i movimenti delle mani. I punti, le linee e le superfici diventano uno strumento potente di comunicazione. È questo il messaggio che l'associazione intende lanciare a udenti e sordi». Insomma ragazzi e ragazze, udenti e non, educatori e animatori, con esperienze personali e professionali differenti impiegate per realizzare due obiettivi: il bilinguismo e l'integrazione.
«Il nostro punto di partenza - raccontano alcuni soci - è proprio la diffusione del bilinguismo che consiste nell'acquisizione simultanea di due lingue e, nel nostro caso, la Lis e l'italiano parlato e scritto. In breve due lingue per comunicare con tutti. Il concetto di integrazione, che spesso emerge all'interno dei nostri progetti, non è per noi un fine da raggiungere ma un mezzo e contemporaneamente un processo. Infatti la Lis, lingua naturale della comunità sorda, e l'italiano usato dagli udenti, attraverso l'integrazione diventano patrimonio di tutti senza alcuna differenza. Questo permette uno scambio e un arricchimento tra tutti i soggetti coinvolti». Coinvolti nelle iniziative e nei programmi di «Mani in movimento» ci sono - pur non essendo parte dell'associazione - anche gli studenti del corso triennale per l'apprendimento della lingua Lis di via Peschiera 7 all'interno dell'Ente Nazionale per Sordi, provincia di Genova.
«Guai a pensare la comunità dei sordi come un gruppo chiuso, poco incline al sociale - spiega Caterina Bagnara, coordinatrice gruppo Lis genovese -. Forse un tempo c'erano più pregiudizi, ma oggi è tutto diverso». E la voglia di integrazione cresce anche in vista del prossimo 14° Festival Internazionale della Poesia di Genova. La Biblioteca Berio - in collaborazione con Comune di Genova, Sistema Bibliotecario Urbano, Circolo Viaggiatori nel Tempo e l'Ente Nazionale dei Sordi - ha organizzato «Poesia... con la voce, con le mani». Si tratta laboratori gratuiti di poesia in lingua dei segni, in preparazione della manifestazione, dedicata all'incontro tra la poesia orale e la poesia dei segni. Laboratorio sabato 24 maggio alla Berio. Per informazioni contattare 010-5576042.