Aspettando l’Expo del 2015 la Lombardia si fa «verde»

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da Milano

Sono tanti festival cittadini di moda: scrittori a Mantova, filosofi a Modena, economisti a Trento e così via. Il Comune di Milano (insieme a Provincia, Regione, Camera di commercio, ministero della partita e Fiera), promuove invece un festival internazionale dell'ambiente, dal 5 all'11 giugno. Scelta felice. Milano deve preparare l'Expo del 2015, ecologicamente dedicata a «nutrire il pianeta, energia per la vita», e per questo obiettivo è bene sollecitare il libero confronto delle idee. Interessante la modalità del festival, che assume una dimensione regionale: coordinati dal Pirellone si terranno otto laboratori su temi ambientalistici in capoluoghi lombardi. È ancora viva l'antica lezione di Carlo Cattaneo che ha spiegato come la Lombardia sia realtà policentrica e la sua ricchezza è valorizzata solo quando se ne tiene atto. Duecento gli eventi, centrotrenta gli oratori tra questi ministri stranieri e italiani, scrittori, scienziati, amministratori.
Ne segnaliamo uno: il focus su «nucleare, speranza e tabù?» concluso da Chicco Testa, oggi presidente di Roma Metropolitane. È il Testa che all'inizio degli anni Ottanta guidò la Lega ambiente, organizzazione decisiva per far prevalere dentro il Pci l'opzione antinucleare.
Nella sinistra legata al mondo del lavoro erano prevalse a lungo posizioni produttivistiche che anteponevano lo sviluppo anche alla conservazione dell'ambiente. Dalla fine degli anni Sessanta alla metà degli anni Ottanta maturarono, invece, posizioni ecologistiche. Chicco da presidente della Lega ambiente dell'Arci fu decisivo per saldare aree più estremistiche a settori centrali dell'establishment del Pci facendo poi pesare un certo ambientalismo nell'opinione pubblica più vasta.
L'operazione culturale si inseriva in una tendenza indifferente alle questioni della produttività che dopo il '68 pesò pure nel movimento sindacale, determinando guasti oggi ben visibili.
Successivamente, Testa è stato chiamato nel suo cursus honorum a incarichi in enti pubblici, fino alla presidenza dell'Enel. E in queste esperienze, ha toccato con mano i guasti che al sistema energetico nazionale hanno fatto le posizioni più fondamentaliste. Che renda testimonianza di questa maturazione in un evento come il Festival milanese, è occasione ghiotta per aiutare la indispensabile revisione delle politiche energetiche nazionali.