Aspiranti killer sul web: "Uccidiamo Berlusconi"

Dopo i folli proclami del giovane del Pd, l’odio anti-Silvio dilaga in Rete Su Facebook un gruppo di oltre 11mila iscritti: &quot;Il suo assassino sarà un eroe&quot;. C'è chi promuove pratiche di tortura e chi invece vorrebbe annegarlo in Sardegna<br />

Ridendo e scherzando, fanno passi avanti. L’odio stimola la fantasia, ormai siamo alle proposte concrete. Claudio Eros, uno dei più creativi, sceglierebbe questa strada: «Tagliategli le palpebre e pisciategli dentro gli occhi». Un moderato. Mattia è tendenzialmente più ambizioso: «Mettiamogli di fianco a casa una bella centrale nucleare, la facciamo saltare in aria, così la villa prende fuoco e scoppia». Poi c’è il palato fine, Francesco, che vuole gustarsi lo spettacolo a lenti sorsi: «Come Piergiorgio Welby, senza toccare morfina, ovviamente. Così si potrebbe rendere un po’ più lunga, suggestiva e accattivante la diretta su un canale pay-per-view di Mediaset Premium».

Sogni e desideri di un’Italia che esiste davvero. Non c’è solo il coordinatore del circolo Pd, velocemente cacciato nei giorni scorsi: sono alcune migliaia. Giovani e meno giovani, Nord e Sud. Uniti da un disegno comune: vogliono morto Berlusconi. Come in un macabro gioco di società, o come in una soluzione strategica delle Br, cullano l’idea e progettano esecuzioni. Si radunano su Facebook, questo pianeta della galassia Internet che offre spazi sconfinati e sicuri. Non hanno nemmeno il problema di camuffarsi: le intitolazioni dei loro gruppi sono esplicite. Il più classico, il più affollato: «Uccidiamo Berlusconi». Sotto questa insegna, 11.380 iscritti (dato aggiornato al 20 ottobre). Va sottolineato due volte che non tutti aderiscono per accelerare bruscamente la dipartita del premier: si fanno avanti anche quelli con un minimo di buonsenso, come la spaventatissima Erika, scrivendo «Odddiooo!!! Voi non state bene, mi fate paura!». Ma altrettanto obiettivamente va detto che le persone di buonsenso restano esigua minoranza. Dilagano gli aspiranti killer. Neftali: «Vi dico senza mezze parole: lo vorrei morto. Sta rovinando il paese come il suo vecchio amico Craxi. Ora se ne deve andare anche lui. Berlusca deve morire». E Vittorio: «Magari qualcuno prendesse alla lettera questo Gruppo. Berlusconi deve essere ucciso. Chiunque lo farà, io lo reputerò un eroe nazionale». E Maria Grazia, meno truculenta, con tanta grazia: «Senza augurare la morte, per carità: ma povero, con tutto quello stress, il cuore soffre tanto, hi-hi».

Appena poco più in là, in un’altra suite di Facebook, si consultano febbrilmente i trecento iscritti (per il momento) di un gruppo che non ama i giri di parole. Titolo: «Uccidiamo a badilate Silvio Berlusconi». Li unisce questa analisi politica della società italiana: «Ora ha proprio rotto i coglioni, l’unico modo per togliercelo dai maroni è farlo fuori, per il bene del nostro paese, Dio bono!». L’aggancio al Creatore potrebbe far pensare a un gruppo dell’integralismo religioso, ma è solo un’impressione. Hanno in testa il chiodo fisso. E non è quello. Arturo: «Uccidere Berlusconi porta bene». KX: «Accoppatelo: farlo fuori è un bene per l’Italia e per gli italiani». Pippi: «Lo strozzerei con le mie mani». Alessandro: «Per ucciderlo farei da kamikaze. Solo che poi muore da martire». Sempre Alessandro, come variante: «Lo prendiamo a sassate, gli bruciamo gli occhi con l’acido muriatico, poi gli spappoliamo il cranio e lo mettiamo sotto il piede di Franceschini».

Al suo fianco, un poeta. Marco: «Per me, la cosa migliore è farlo affogare nelle amate acque della Sardegna...».
In questo nuovo sport nazionale, che dovrebbe preoccupare non tanto per il bersaglio scelto, quanto per la facilità e per la fertilità del delirio omicida, doveroso l’omaggio ai titolari della cattedra: certo, c’è anche il gruppo Brigate rosse. Ce n’era uno ed è stato rimosso dalle autorità competenti, assieme all’altro a sfondo benefico: «Dona un euro per uccidere Berlusconi». Ma prontamente i simpatizzanti Br ne hanno fondato subito un altro, sempre intitolato alle gloriose furie omicide degli anni di piombo. Attualmente gli iscritti sono 250. Quale il progetto? Oltre alla consueta macelleria, sul tavolo delle proposte un paio di varianti controcorrente. Marco: «Bisogna sequestrare il figlio di Berlusconi, chiedendo la cessazione di tutte le attività, per liberare il paese». E Alocin: «Non mi dispiacerebbe domani saperlo morto di cancro alla prostata, e mi piacerebbe che dopodomani si scoprisse la cura contro tutti i tumori».

Ragazzate? Forse, per qualcuno che ama scherzare col fuoco, è solo estremismo goliardico. Ma ne abbiamo già viste di queste ragazzate. Cominciano da ragazzate e finiscono con i funerali, perché c’è sempre qualcuno - ne basta uno - che non capisce bene, che non capisce tutto, che prende l’euforia omicida alla lettera. Ricordiamo perfettamente, quale lettera in particolare: era la P. Aveva vicino anche un numero, 38.