Aumento record sulle spiagge della città

Chiara Ennas

Sono tante le iniziative volte a proteggere e valorizzare le nostre spiagge: dopo l’assegnazione delle Bandiere blu a molti dei nostri stabilimenti, arrivano i tre giorni «Spiagge e fondali puliti» organizzati da Legambiente Liguria. Sono quindi chiamati a raccolta tutti coloro che dal 27 al 29 maggio vorranno rendersi disponibili ad armarsi di rastrello e pulire arenili e fondali per eliminare i rifiuti che inquinano e imbruttiscono i nostri arenili. L’iniziativa coinvolge diversi comuni, quali Bordighera, Savona e Genova, premiati anche con le bandiere blu, e le scuole elementari e medie hanno risposto con slancio all’invito di Legambiente a curare le spiagge. C’è però una novità importante: sulla balneabilità, l’accessibilità e sulla qualità delle acque si potranno chiedere informazioni anche al neonato «Sportello Mare», che verrà inaugurato da Legambiente Liguria il prossimo 7 giugno e che sarà attivo tutti i martedì dalle 15.30 alle 18. Attraverso questo sportello tutti coloro che sono interessati potranno attingere preziose informazioni per essere costantemente informati sulla salute della Liguria.
Tutto questo però non basta al Codacons ligure che, guidato dalla sua presidente Anna Massone, chiede al Comune di guardare alle spiagge anche dal punto di vista economico, facendo richiesta di stabilimenti meno cari e più liberi e maggior trasparenza delle tariffe. L’associazione dei consumatori denuncia infatti l’esagerato aumento del prezzo degli ingressi in molti comunali, per esempio i Bagni Scogliera a Nervi, che per un abbonamento da 30 ingressi quest’anno chiede l’astronomica cifra di 190 euro. Forse «uno sforzo contro il caro euro», ma un incremento del 111% rispetto all’anno precedente è davvero troppo per Massone, soprattutto perchè con la concorrenza della costa Azzurra non c’è da scherzare, poichè aumenti scriteriati potrebbero portare alla «perdita di migliaia di posti di lavoro anche nel turismo». Insomma, conclude la presidente del Codacons, occorrerebbe prendere esempio dalla Francia, dove «molte più spiagge sono libere, meglio attrezzate e con costi per i bagnanti irrisori o addirittura nulli».