Aviaria, cacciatori in allerta

Marco Castellani *

Qualche giorno fa Il Sole 24 Ore ha pubblicato uno speciale dedicato alla vigilanza volontaria in campo faunistico-ittico-venatorio. È stato descritto «un piccolo esercito» composto da circa 7mila volontari operanti per conto delle rispettive associazioni (ambientaliste e venatorie), sottolineando il ruolo che tali persone svolgono al servizio non solo dei diretti interessati, ma dell'intera collettività vigilando sull'ambiente e sulla fauna. Vorrei allargare gli orizzonti con una riflessione portata alla ribalta dall'attualità della problematica relativa all'influenza aviaria. La mia riflessione è questa: «l'esercito» di operatori, vere sentinelle in difesa di ambiente, fauna e salute pubblica è ben più ampio.
Si deve considerare, infatti, che pescatori e cacciatori non vanno in letargo con la fine della stagione ma sono in grandissima parte attivi tutto l'anno in quanto si recano regolarmente sui rispettivi territori anche quando non possono portarsi appresso canne da pesca o doppiette. Pescatori e cacciatori, infatti, non perdono occasione di frequentare i loro ambienti preferiti anche semplicemente per il piacere di monitorarne lo stato di conservazione, di vederne l'evoluzione stagionale e le rispettive presenze faunistiche. All'occhio esperto di pescatori e cacciatori ben difficilmente sfuggono i segnali di degrado sull'ambiente e sulla fauna. Molti casi di inquinamento, comportamenti illeciti, abusi a danno dell'ambiente e della fauna sono infatti segnalati proprio da pescatori e cacciatori.
Nel caso dell'influenza aviaria, l'opportunità di godere dei servigi di queste persone competenti e sempre presenti in modo attivo sul territorio è stata colta proprio dalle autorità che a livello nazionale hanno già chiesto al mondo venatorio di collaborare per segnalare eventuali anomalie nelle presenze faunistiche di questo periodo.
Con entusiasmo i cacciatori hanno dato la loro disponibilità e il pacifico «l'esercito» è già in movimento: le associazioni venatorie, in primis l'Anuu Migratoristi, hanno già da tempo avviato un loro coordinamento dando precise indicazioni alle loro strutture territoriali per consentire la massima tempestività nella comunicazione e nell'informazione alle autorità in caso di ritrovamenti di animali sospetti.
È solo un piccolo esempio di quello che i cacciatori fanno tutto l'anno con grandi ritorni per l'ambiente e la collettività. Non dimentichiamoci, infatti, delle risorse economiche e umane che proprio dal mondo della caccia provengono per essere tramutate in azioni concrete di gestione e miglioramento ambientale come le molteplici iniziative di pulizia dei nostri ambienti (le tantissime giornate del verde pulito) che vengono ogni anno organizzate.
Non dimentichiamoci dell'altra faccia della caccia e dei cacciatori, che poi è quella vera, l'unica, troppo spesso oscurata dalle falsità raccontate dai vetero-anticaccia.
*vicepresidente Anuu