Gli avvoltoi della beneficenza

Finanziamenti truffa ottenuti speculando sulle tragedie, attività commerciali mascherate da associazioni di volontariato, 400 milioni l'anno di evasione

Che orrore, il denaro. Molto più nobile «la crescita culturale e civile dei propri soci». Magari annaffiata da un paio di birre. Diciamo pure inondata da 40mila birre ogni anno, con ricarichi sulla singola pinta anche del 400 per cento. Perché non-profit è bene, ma profit è pure meglio. Ed è così che il circolino emiliano tutto dibattiti e umanesimo è finito nei guai con gli 007 del Fisco. Hai voglia a dire che il lucro è roba da turbo-capitalisti se hai 2mila e 500 tesserati, una media di 800 consumazioni a serata e un giro d'affari di 370mila euro. Ovviamente in nero. Non puoi. Non regge. Eppure lo fanno in molti. Centinaia, migliaia di associazioni smascherate ogni anno dall'Agenzia delle entrate. È il grande business dei furbetti del Terzo settore, un mercato sconfinato e ricchissimo fatto di regole poco chiare e di approfittatori che ci sguazzano. È qui che piovono contributi pubblici e donazioni private, è qui che si ottengono agevolazioni fiscali e appalti dedicati. Ed è qui che si affollano gli sciacalli dell'«utilità sociale» e delle tragedie.

COLOSSALE IMBROGLIO

È solo dal 2009, anno in cui l'Agenzia delle entrate ha dato il via al censimento degli enti non commerciali e delle onlus, che lo Stato ha cominciato a fare ordine nel mondo delle associazioni e del volontariato. Fino ad allora l'Erario era andato alla guerra con le pistole giocattolo. Morale: una colossale evasione. E la riprova si è avuta l'anno successivo. Nel 2010, incrociando i dati nella neonata anagrafe del Terzo settore con le migliaia di controlli effettuati dal Fisco, sono emersi proventi non dichiarati per oltre 230 milioni di euro. Nel 2012, ultimo dato disponibile, le imposte recuperate hanno superato i 350 milioni, con una previsione di crescita per il biennio 2013-2014. E naturalmente la truffa si è consumata con fantasia tutta italiana. Bed&breakfast spacciati per centri di assistenza socio-sanitaria, circoli di sostegno agli anziani che nascondevano case d'appuntamento, locali per scambisti che difendendo «i diritti e le libertà dei diversi orientamenti sessuali, senza discriminazione, distinzione di sesso e ceto sociale», facevano soldi alla faccia dei contribuenti onesti e delle vere organizzazioni che contribuiscono a tenere in piedi il Paese.

Gli esiti delle attività di controllo svolte ogni anno dall'Agenzia delle entrate sono il racconto tragicomico di un magma di profittatori e furbetti più o meno grandi, quando non si tratta di veri e propri banditi. Da nord a sud, senza distinzioni di latitudine. Ci sono circoli per il golf piemontesi - alcuni anche decisamente esclusivi - che hanno avuto accesso ai fondi del 5 per mille. Ci sono ristoranti travestiti da associazioni, come quelli scoperti in anni recenti a Salerno. Un bel business per evasori totali che avevano nascosto al Fisco ricavi per 800mila euro. E sempre nel Salernitano era finito sotto controllo anche il litorale, dove avevano scoperto che un rinomato circolo - ovviamente non profit - era in realtà un ristorante con servizio di attracco e rimessaggio barche. O nelle Marche, dove un'associazione per promuovere «lo sviluppo e la conoscenza della scienza optometrica» era di fatto un laboratorio oculistico, vendeva prodotti e se li faceva pagare. A Torino, poi, un bel gruppetto di (presunte) bocciofile promuovevano sul web serate mangerecce, mettendo online menu e coupon per cenare a prezzi scontati, mentre un anonimo club privato era in realtà una palestra per clienti selezionatissimi a cui venivano offerte anche sauna, bagno turco e vasca idromassaggio. In Lombardia, invece, il Fisco aveva deciso di dare un'occhiata a una ventina di maneggi - pardon , associazioni sportive dilettantistiche operanti nel settore dell'equitazione -, col risultato che tutte tranne una (una!) nascondevano una vera e propria attività commerciale. L'Iva evasa? Quasi un milione di euro. Persino una guaritrice emiliana si era fatta una onlus su misura. Altro che fattura. Più che magia nera, magia in nero.

SOLDI SENZA CONTROLLI

Eccola qui, l'altra faccia del non-profit. Il lato oscuro del Terzo settore, che stando all'ultimo report dell'Istat - pubblicato nel novembre dello scorso anno - dà lavoro a oltre 650mila persone, ha un giro d'affari di circa 67 miliardi di euro, un fatturato superiore a quello dell'intero settore della moda made in Italy e rappresenta da solo il 4,3% del Pil nazionale. Capito quanto vale questa torta? Una gigantesca fortuna che fa gola anche ai più spregiudicati. Quanto costino allo Stato gli enti non commerciali, invece, lo si legge in un documento ufficiale della Corte dei conti, sezioni riunite in sede di controllo, presentato alla Commissione affari sociali della Camera dei deputati il 21 novembre del 2014: «Audizione sul disegno di legge» relativo alla riforma del Terzo settore. Un mondo «frammentario e disorganico», lo definisce la Corte. Ebbene, stimano i giudici contabili, le ricadute del settore non-profit sulla finanza pubblica superano il miliardo di euro, per oltre i due terzi riconducibili al 5 per mille e alle agevolazioni Ires, e per la quota residua agli sconti Irpef, Iva e prelievo sugli immobili. Si tratta insomma di una bella sforbiciata alle imposte dirette (detassazione dei redditi) e a quelle indirette (Iva, imposta registro, bollo), di adempimenti semplificati e misure di sostegno economico. Un miliardo di euro. Un miliardo di buoni motivi per sedersi al tavolo e tentare di prendersene una fetta. Ma a chi va quella più grossa e a chi le briciole? Si crea, è scritto ancora nel documento, una «indubbia situazione di vantaggio per gli organismi di maggiori dimensioni e più strutturati, in grado di investire in attività promozionali» così da orientare i contribuenti. Dall'altro, una «dispersione eccessiva, in favore di una pletora di beneficiari». Ma non è tutto. Perché il sistema così come è concepito determina «costi di gestione non indifferenti, un rallentamento delle procedure di erogazione e il rischio di indebolire l'istituto, trasformandolo in un inutile contributo a pioggia».

MARE DI OFFERTE

E in effetti, a scorrere l'infinito elenco delle onlus che hanno avuto accesso all'ultimo 5 per mille - sono state 34.581 nel 2012, ultimo dato disponibile, e ben 3.034 quelle escluse -, le sproporzioni sono enormi. Si va dai 55 milioni di euro destinati all'Associazione italiana per la ricerca sul cancro ai 0,09 centesimi finiti nelle casse di Militello Rosmarino, comune di mille e 300 abitanti in provincia di Messina, dai 10,3 milioni di Emergency ai 2 euro e 94 centesimi della «Dieta mediterranea Onlus» di Ostuni, dagli 8 milioni di Medici senza frontiere ai 12 euro scarsi del Motoclub Enduro Piemonte. E fin qui, tutto più che comprensibile. Ma poi si scopre che i destini dei terremotati Abruzzesi e quelli dei felini randagi («Mondo gatto») muovono a medesima solidarietà i contribuenti, che per i primi hanno destinato 54mila euro e per i secondi 52mila. Che l'Accademia della Crusca (42mila euro per custodire e coltivare la lingua italiana) prende meno di un terzo di «Save the dogs and other animals», onlus animalista che porta a casa 135mila euro. O ancora, che la Fondazione italiana del notariato - la cui imprescindibile missione è quella di «formare e migliorare le qualità professionali e culturali dei notai italiani» - riceve la bellezza di 343mila euro, che la Fondazione rinnovamento dello Spirito santo - la quale «persegue in particolare lo scopo di sensibilizzare, orientare e far comprendere l'azione e le finalità dello Spirito Santo, che è Signore e dà la vita» - ha ricevuto dallo Stato 164mila euro, che sono stati 134mila quelli versati all'Unione degli atei e degli agnostici razionalisti (il cui scopo è «portare avanti iniziative a tutto campo in difesa dei diritti civili degli atei e degli agnostici»), mentre l'Admo - l'Associazione donatori midollo osseo, una cosetta con cui si cura la leucemia - si è dovuta accontentare di 73mila. O infine, che Fondazione Slow Food per la biodiversità ha ricevuto 67mila euro, che 37mila sono andati alla Federazione italiana amici della bicicletta e 36mila al Naga, l'associazione di assistenza sanitaria e per i diritti dei cittadini stranieri, rom e sinti. Sono troppi per curare dei nomadi? Punti di vista. A Palazzolo Milanese, che non è nemmeno una città ma un quartiere del piccolo Comune di Paderno Dugnano, l'«Asilo del cane» ne ha avuti 70mila.

Commenti
Ritratto di Azo

Azo

Lun, 23/02/2015 - 12:22

Ci scometterei che il 95x100 di questi truffatori sono ex conunisti, tutta gente che al tempo hà infangato Berlusconi!!!

agosvac

Lun, 23/02/2015 - 12:37

Lasciamo stare l'eventuale evasione fiscale. Il problema, a mio parere, è molto più grave. Se io dò , per esempio, 10 euro ad un'associazione benefica, 8 euro servono a sostenere l'associazione e solo 2 euro vanno effettivamente a chi ne ha bisogno. E' per questo che ormai da anni faccio solo beneficienza diretta a chi realmente ha bisogno.

angelomaria

Lun, 23/02/2015 - 12:40

e ci riprtono quello che gia' sappiamo no c'e' terremoto che non abbia arricchito i politici locali da norda sudlo schifo di questa gente che s'arricchisce sulle disgrazie sei suoi cittadini non solo odioso ma dun'imfamia inimmagiginabile!!!

unosolo

Lun, 23/02/2015 - 12:43

fate bene i conti che oltre lo sparire di quei soldi chi ha vinto o preso il grosso degli appalti ha dato in sub appalto frazionato ad altri piccoli imprenditori che a loro volta sono stati fregati con cavilli sul contratto e hanno perso i loro capitali ma il lavoro lo hanno portato a termine , come sempre il grande vince il piccolo rimano con debito o fallimento totale , quello è da verificare , truffe legalizzate , la volpe ha mangiato il povero piccolo industriale che credeva di aver trovato un buon appalto .

Ritratto di Blent

Blent

Lun, 23/02/2015 - 12:44

eppure renzi dice che lo sport nazionale e' il pessimismo e la lamentela. a me pare che lo sport nazionale sia lo spreco di denaro pubblico e le truffe , poi si vede che lui e chi lo vota vivono in un altra dimensione.

Ritratto di Giano

Giano

Lun, 23/02/2015 - 12:47

Ho già segnalato tempo fa un libro che spiega cosa ci sia dietro le associazioni umanitarie e la beneficenza: "L'industria della carità" di Valentina Furlanetto. Stranamente, però, nonostante tutti i programmi televisivi che fanno markette editoriali (Fazio in testa)ed ospitano autori che presentano il loro ultimo "capolavoro", di questo libro non se ne parla. Indovinate perché...

Ritratto di Chichi

Chichi

Lun, 23/02/2015 - 13:06

@Azo - Ci puoi contare: il loro motto, tradotto dal comunistese, potrebbe suonare così: «piatto ricco mi ci ficco». Comprese le famigerate sale da gioco.

Ritratto di Chichi

Chichi

Lun, 23/02/2015 - 13:39

Per anni ed anni, ho dato il mio contributo per la ricerca sul cancro e per l’UNCEF. I miei dubbi, però, sono andati moltiplicandosi di fronte alla crescita esponenziale di sigle, tutte NO PROFIT, che raccolgono fondi per combattere quasi tutte, ormai, le malattie che la scienza medica elenca. Mi ha convinto a cambiare destinatario per le me offerte una stima fatta da ambienti ONU (poco divulgata a dire il vero): dei soldi raccolti dall’UNICEF meno del 40% arriva allo scopo per cui sono stati donati; il resto se ne va per mantenerne la struttura pachidermia con stipendi all’americana e rimborsi per missione. Dei sodi dati alla Chiesa oltre l’80%, tramite i missionari, giunge alle adozioni a distanza alle scuole di alfabetizzazione, ai piccoli ospedali (nei quali medici volontari dedicano gratuitamente qualche anno della loro attività), alle donne ripudiate e ai loro figli ecc. Ho visto la differenza…

luna serra

Lun, 23/02/2015 - 14:04

una bella indagine della MAGISTRATURA sui Circoli privati e ONLUS non farebbe male per Azo non credo che tutti i circoli privati e ONLUS siano di sinistra

Ritratto di DASMODEL

DASMODEL

Lun, 23/02/2015 - 14:10

...preferisco aiutare concretamente, la mia vicina indigente, le associazioni benefiche ecc... truffatori nulla di più. @Azo ha ragione.

acam

Lun, 23/02/2015 - 14:39

non ringrazio non ringrazio perchè ho appena finito di mangiare e si sta rigirando lo stomaco. l'evasione in italia é Cosa risaputa ma le motivazioni truffaldine a scapito delle parti deboli della popolazione quelle fanno vomitare. uno stato come il nostro non si merita il 50% tra Tasse e contirbuzioni varie é bene non dargliene una parte ma dire che non si paga perche quei soldi sono per associazioni benefiche allora si meritano il doppio della galera... pensate a un inps che paga a un cittadio ben 260 euro l'anno di pensione e non essendo capce di erogrla all'estero incarica un'ente inglese per farlo il quale ente inglese non si sa dove versi questa cifre e se di casi come questo che ne fossro alcune migliaglia come niente di piu facile allora trallallero trallalla noi stiamo qua! il bischero puretto Cosa ce po ffà?

Jackill

Lun, 23/02/2015 - 14:41

Non scoprite l'acqua calda: ci sono stati vari libri pubblicati: giusto per citarne due recenti che mi vengono in mente: L'Industria della carita' Di Valentina Furlanetto; Yevu di P.G. Menolfi ed altri (The lords of poverty) ecc.

killkoms

Lun, 23/02/2015 - 14:55

compagno;tu lavori ed io magno!