Le azzurre vanno subito a fondo Follis soltanto undicesima. Si salva la baby Rupil

La vincitrice della prima medaglia olimpica del fondo si chiama Kalla,
Charlotte Kalla e, a 24 anni, è il nuovo fiore all'occhiello del team
svedese degli sci sottili. Ieri ha scritto la sua fiaba nei boschi dove
ormai gli abeti non han più neve

Ha il nome di un fiore e il sorriso di chi non credeva di sbocciare proprio in Canada, in pieno inverno. La vincitrice della prima medaglia olimpica del fondo si chiama Kalla, Charlotte Kalla e, a 24 anni, è il nuovo fiore all'occhiello del team svedese degli sci sottili. Ieri ha scritto la sua fiaba nei boschi dove ormai gli abeti non han più neve. È tutta caduta a terra, fermando la pattuglia delle nostre azzurre e spingendo invece qualche metro più in là, verso la vittoria, la piccola svedese di Taerendore: sua la 10 chilometri a tecnica libera, quella che avrebbe dovuto favorire noi, ma che invece ha relegato anche Arianna Follis, solo all'undicesimo posto con un distacco di 55"7.
La svedese arrivava dalla vittoria di Canmore in coppa del mondo e ha confermato di attraversare un eccellente stato di grazia: il suo è un talento ben indirizzato. Dopo essersi messa in mostra nelle gare under 23, i tecnici ne han intuito la stoffa e senza timori reverenziali le hanno subito indicato la strada per la coppa del mondo e per il successo. Un investimento ben ripagato: il suo sorriso giovane svettava ieri sul podio davanti a due veterane che non han potuto che raccogliere le briciole.
Seconda ha chiuso un'atleta che, avendo al collo l'oro di Torino 2006, non ha bisogno di presentazioni. Eppure ieri l'estone Kristina Smigun Vahei, è rimasta a 6"6. Bronzo per un'altra grandissima, attualmente sesta nel ranking di coppa: la norvegese Marit Bjoergen ha pagato 15"9. L'attuale leader in classifica generale, la polacca Justyna Kowalczyck ha chiuso quinta. Follis ha chiuso undicesima ma la sua gara potrebbe non essere questa. Vale invece un podio di entusiasmo il quattordicesimo posto della 24enne tarvisiana Silvia Rupil, al suo esordio olimpico e figlia d'arte, di quel Gianpaolo fondista che partecipò alle Olimpiadi di Lake Placid. Poco più indietro hanno chiuso 17ª Marianna Longa e Sabina Valbusa, 18ª. Follis ce l'ha messa tutta: «Fin dalla prima salita mi sentivo impallata». «Andavano come treni», ha chiosato Marianna Longa. Troppo sostenuto il ritmo imposto alla gara dalla Kalla. Arianna Follis ha cercato di fare la sua gara, impostando una 10 km come previsto: riservare il grande sforzo nella seconda parte del Whistler Olympic Park. Ma già a metà percorso si è capito che il suo svantaggio era incolmabile: «Ho dato tutto, senza mai prendere il mio ritmo vero».