Baby prostitute in festini a luci rosse: lo facevano per pagarsi il cellulare

Le ragazzine venivano filmate durante gli incontri e poi ricattate

da Parma

In tre, pronte a vendersi a 14 anni per una ricarica del cellulare. Il giro di baby squillo l'ha scoperto la polizia di Parma che ha arrestato due persone, un artigiano parmense di 61 anni e un marocchino di 22 anni, suo complice. Stanca di essere ricattata, è stata una ragazzina a far scattare le indagini, sei mesi fa, permettendo lo smantellamento dell'organizzazione. Aveva il terrore che il filmato delle sue performance sessuali potesse finire in mano di mamma e papà.
In tutto una quindicina, solo alcune delle quali maggiorenni, le giovani venivano adescate dall'idraulico Franco Livraga Pilizzotti, incensurato, sposato, con due figli. Alcune le aveva conosciute in chat, corteggiate per telefono, altre le aspettava all'uscita di scuola, entrava in confidenza con le giovani che arrivavano in fretta a fidarsi di lui. Consumava personalmente i primi rapporti, voleva per sé quella specie di «ius primae noctis» e in cambio regalava ricariche telefoniche. Poi procedeva con richieste sempre più osée. Le coinvolgeva in orge e giochi erotici, pagati in denaro, a seconda della prestazione, mettendo a disposizione appartamenti di sua proprietà.
Lenzuola rosse facevano da sfondo agli incontri, che venivano regolarmente filmati, da almeno tre telecamere, e i video poi circolavano fra gli stessi clienti. Erano utilizzati per ricattare le ragazze, tutte di Parma, e costringerle a rimanere nel giro. In questi festini non mancava mai la droga, con la cocaina sempre protagonista e spesso era lo stesso idraulico ad accompagnarle dagli spacciatori.
Il giro è cominciato quattro anni fa, nell'agosto del 2003, in viale Mentana, nel centro della città ducale. Lei, sedici anni, sale in macchina, qualche bacio e poco più, con la bellezza di ottocento euro di ricompensa. Tantissimi soldi, per un'adolescente. In un secondo tempo la richiesta di prestazioni sessuali più esplicite, con il coinvolgimento delle altre ragazze, fra cui le tre quattordicenni. Franco Livraga Pilizzotti minacciava di raccontare tutto agli amici, ai fidanzati e anche ai genitori delle giovani, mentre i compensi diminuivano.
«Fare sesso è come bere un bicchiere d'acqua»», diceva per incitarle a vincere il loro pudore. Alcune si conoscevano da prima, erano state compagne di classe alle medie. Non avevano scelta, dovevano accettare di vedere nuovi clienti. Già nell'autunno di tre anni fa il cerchio era molto ampio e comprendeva gente soprattutto sulla cinquantina: in particolare impiegati, ristoratori, rappresentanti, ma anche operai, tutti di Parma. I primi incontri al ristorante, poi si passava nei monolocali, nelle vie Dalmazia, Corsi e Saffi, sino alle orge in villa, con la richiesta sempre più pressante per le ragazze di far entrare nuove amiche nel giro. L’uomo le pagava perché si drogassero davanti ai clienti.
Per l'ideatore della rete di prostituzione l'accusa è di induzione, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione (minorile e no), violenza sessuale di gruppo, privata e spaccio di sostanze stupefacenti, mentre il marocchino Zouhair Amile, 22 anni, è accusato di estorsione. Chiedeva cento euro, poi duecento, anche mille, per consegnare il filmatino a chi ne era stata la protagonista.