«Una balena nel Tamigi» Londra si mobilita per l’operazione salvezza

L’esemplare, lungo circa 10 metri, è un iperodonte del rostro. Alla foce del fiume ne è stato avvistato un altro che forse sta cercando di richiamarlo

Erica Orsini

da Londra

Ieri, quando hanno intravisto la sua testa grigia emergere dalle acque del Tamigi, in molti hanno pensato di aver bevuto qualche bicchiere di troppo. E invece era proprio una balena quella incagliatasi per almeno due volte nei bassi fondali del fiume che attraversa la capitale inglese. Le sue prime immagini sono state trasmesse dall'emittente televisiva Sky News che è riuscita a riprendere il cetaceo mentre veniva seguito da un battello di protezione incaricato di riportarlo in acque profonde per evitare che si arenasse o rimanesse ferito. In realtà la sua presenza, assieme a quella di un seconda balena, era già stata segnalata il giorno prima ai sommozzatori della «British Divers Marine Rescue». «Non appena ricevuta la notizia - ha raccontato uno dei membri del gruppo Alan Knight - abbiamo mandato uno dei nostri a controllare, ma di balene neppure l'ombra. Poi oggi, alle 8.30 è arrivata la telefonata di qualcuno che pensava di aver avuto un'allucinazione perché aveva appena visto una balena risalire il Tamigi vicino al ponte di Waterloo». Ed effettivamente dire «ho visto una balena a Londra» è un po' come affermare «ho visto un asino che vola».
Delfini e foche erano già stati segnalati nelle acque del Tamigi, ma questa è la prima volta in assoluto che il fiume ospita un mammifero di così grandi dimensioni. E rimane per ora un vero mistero su come il cetaceo sia riuscito a risalire il fiume e a raggiungere la capitale. Sulla sua salute le notizie fino a ieri sono rimaste frammentarie. Alcuni testimoni hanno detto di aver visto l'acqua arrossarsi in corrispondenza dei fondali più bassi e hanno quindi pensato che la balena potesse essere ferita. Ma più tardi Liz Sanderman, direttrice dell'associazione di beneficenza The Marine Connection ed esperta in mammiferi marini, è riuscita ad avvicinarsi con una barca e a controllare l'animale da vicino. Le notizie si sono fatte più confortanti: «Sembra in buona salute - ha raccontato Sanderman -, respira normalmente e il suo peso è regolare. Certo ha faticato a passare sotto il ponte di Westminster perché si tratta di un punto difficile per via della corrente».
È lunga dagli 8 ai 10 metri e solitamente si muove in branco. Questo renderebbe credibili le testimonianze di alcuni che dicono di averne visto un'altra, forse la sua compagna, alla foce del fiume. Il cetaceo avrebbe continuato ad emettere richiami, come se volesse indicare il percorso al compagno disorientato. Secondo il Wwf si tratterebbe, non di una balena, ma di un iperodonte del nord, un grosso delfino che normalmente frequenta oceani aperti. Ma è certo, in ogni caso, che sia incredibilmente raro ritrovarsi un simile esemplare nelle acque melmose del Tamigi.
Che cosa può averlo disturbato tanto da indurlo a smarrirsi? E soprattutto, com'è riuscito a superare i sofisticati sbarramenti installati lungo il fiume, all'entrata e all'estuario, per proteggere Londra dalle inondazioni? Secondo un esperto del Dipartimento per gli affari ambientali e agricoli, l’animale potrebbe aver il sonar interno disturbato a causa delle acque troppo basse. Di certo è disorientato. E mentre i londinesi sbigottiti si affollavano lungo i ponti bloccando il traffico frenetico intorno a Westminster, alcuni sommozzatori scendevano in acqua per evitare che il cetaceo s'incagliasse nuovamente. «In questo momento - ha aggiunto Liz Sanderson - il pericolo maggiore sono le numerose imbarcazioni che transitano lungo il Tamigi. Anche il rumore potrebbe darle fastidio e l'ultima cosa che vogliamo fare è stressarla».