Banca delle staminali targata Virgin

Branson crea un centro di raccolta delle cellule dei cordoni ombelicali

da Londra

Dalla musica alla telefonia mobile. Dai trasporti aerei alle bevande energetiche fino all’agenzia per il turismo spaziale. Ora anche una banca per la conservazione delle cellule staminali. Ultimo tentacolo dell’impero di Sir Richard Branson, eclettico (e avventuroso) patron della Virgin.
Pochi mesi dopo aver promesso per i prossimi dieci anni un maxi investimento (circa tre miliardi di dollari) nella lotta contro il surriscaldamento della terra, l’imprenditore britannico torna a preoccuparsi del futuro dell’umanità. E lo fa alla sua maniera, scommettendo sui progressi della ricerca scientifica. Si chiama Virgin Health Bank (Banca della salute Virgin) l’ultima sfida di Branson. Un istituto specializzato nella raccolta e stoccaggio delle cellule staminali ricavate dal sangue presente nei cordoni ombelicali dei neonati. Al prezzo di 2.250 euro ogni genitore potrà dunque utilizzare il servizio di conservazione nella speranza - per il momento alquanto remota - che in un prossimo futuro queste cellule possano essere utilizzate nella cura di malattie quali tumori, Alzheimer, Parkinson, e patologie cardiovascolari. «Mi hanno detto che ci sono moltissimi bambini britannici che ancora oggi muoiono perché non ci sono abbastanza cellule staminali a disposizione - ha spiegato -. Se saremo capaci di portare gli attuali 7mila prelievi a 100mila, 200mila, o magari 300mila, questa banca diventerà un formidabile strumento per combattere malattie terribili come la leucemia». Nel frattempo metà del sangue raccolto verrà destinato gratuitamente alla ricerca pubblica del National Blood Service. Una ricerca dall’esito tutt’altro che scontato, avvertono però i critici, tra i quali i ricercatori del Royal college di ostetricia e ginecologia (Londra), secondo cui è improbabile che si possano compiere scoperte rivoluzionarie in tempi brevi.
«La medicina rigenerativa ripone grandi speranze nella possibilità futura di poter curare varie malattie - ha dichiarato il professor Peter Braude, direttore del comitato scientifico della scuola di ginecologia e ostetricia - e le cellule staminali ricavate dal sangue del cordone ombelicale posso aiutare in questo, se conservate e cresciute in grandi quantità. Ma questa proposta fornisce un’assicurazione di lungo termine che potrebbe rivelarsi sia un successo che un fallimento». Secondo una recente inchiesta del Sunday Times sono oltre 11mila i genitori britannici che negli ultimi cinque anni hanno deciso di affidare a queste banche private le cellule staminali dei neonati: una specie di polizza futuribile sulla vita dei figli. Anche il servizio sanitario nazionale ne raccoglie circa 2mila ogni anno.