Banche, Marcegaglia: "Non hanno più alibi, ora diano il credito"

Con la firma del protocollo sui Tremonti
bond e il Fondo di garanzia non ci sono più alibi per le banche
nella concessione del credito alle imprese. Soddisfatta Confindustria: "Combattere la restrizione del credito"

Roma - Con la firma del protocollo sui Tremonti bond e il Fondo di garanzia non ci sono più alibi per le banche nella concessione del credito alle imprese. Nella conferenza stampa al termine del Credit day al Tesoro il presidente della Confindustria, Emma Marcegaglia, saluta con soddisfazione la firma del protocollo, "un fatto essenziale" perché le banche diano soldi alle imprese. "Ad oggi con questi due strumenti che diventaranno operativi in poche settimane possiamo combattere la restrizione del credito in modo serio - ha sottolineato, quindi, la leader degli industriali - non ci sono più alibi per le banche di fare restrizione del credito".

Guerra alla restrizione al credito "In poche settimane potremo combattere contro la restrizione del credito in modo forte", ha detto la Marcegaglia salutando con soddisfazione il finanziamento del fondo di garanzia per le pmi fino a 1,6 miliardi le rassicurazioni del governo sul fatto che le richieste delle imprese non resteranno inevase. "Gli strumenti - ha detto Marcegaglia - ora ci sono". Il presidente di COnfindustria ha ricordato che "nel corso di qualche settimana" saranno operativi gli strumenti che consentono la patrimonializzazione delle banche mentre "per noi è stato molto importante avere la rassicurazione che il fondo di garanzia per le Pmi sarà finanziato fino a 1,6 miliardi e che nessuna richiesta rimarrà inevasa". Questa rassicurazione, ha ripetuto Marcegaglia, "è un fatto molto importante così come è importante la messa a disposizione di fondi presso la Cassa depositi e prestiti". Marcegaglia ha infatti detto che informerà il sistema delle imprese sull’opportunità di finanziamento offerta dal fondo di 3,5 miliardi di euro che la cassa destina al finanziamento di ricerca ed innovazione. "Già nei prossimi giorni parleremo con le imprese per far sì che questi fondi possano essere utilizzati".

Ok agli osservatori Gli Osservatori non saranno un controllo sul credito da parte dei prefetti, ma organismi con cui si cercherà insieme di risolvere i problemi. "Le prefetture non faranno un controllo sul credito, ma saranno osservatori", ha spiegato il presidente di Confindustria che ritiene che, "svolto in questo modo, possa essere un punto di incontro utile, abbiamo visto che in Francia ha abbastanza funzionato". Gli industriali contano, infatti, di "avere un ruolo proattivo su questi tavoli, porteremo la nostra esperienza e in questa logica noi pensiamo possa essere un fatto positivo, è un esperimento. Non è controllo sul credito ma è un osservatorio dove si cercherà insieme di risolvere i problemi". Il ministro Tremonti ha spiegato, infatti, che "gli osservatori sono i più adatti per gestire sul territorio episodi di crisi". "Se c’è una crisi aziendale si va dal prefetto. La scelta degli Osservatori - ha ricordato il numero uno di via XX Settembre - è ripresa alla lettera dal testo di legge francese" ed equivale a mettere "intorno a un tavolo nella casa del governo i soggetti impegnati nell’economia sul territorio". "E' una scelta apprezzata e a mia opinione - prosegue il ministro - una scelta lungimirante. Ha senso attivare quegli strumenti. Sarà una cosa molto civile, è un esperimento, e io credo sia la cosa giusta".

Il nuovo canale di credito "Tra Cdp e Sace si apre un canale di credito di 20-30 miliardi per le imprese", ha dichiarato il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, nel corso della conferenza stampa conclusiva del Credit and Liquidity Day. Il ministro ha precisato che per i Tremonti bond si ipotizza un plafond di 10-12 miliardi ma con la leva da 1 a 15 "il credito che si attiva per i bond è di più di 150 miliardi. Possiamo dire che il credito è di 150 miliardi? Molti Paesi lo hanno fatto, hanno usato la leva ".