Il Banco alimentare: «Dateci i polli invenduti»

Via alla raccolta dei cibi: «È carne sicura, utilizziamola anche per i nostri poveri». Ma in Europa l’H5N1 continua a fare paura

Manila Alfano

È crisi, paura, panico, e le stime di certo non incoraggiano. I volatili selvatici contagiati dall'aviaria continuano a cadere dal cielo di tutta Europa. E, se in Italia si parla già di 19 casi accertati, in Francia il virus ha già colpito un allevamento di tacchini. La paura cresce e i consumi scendono in picchiata. Diciassettemila tonnellate di pollo sono già state ritirate dal mercato: polli che né il mercato italiano, né quello europeo, riuscirebbero ad assorbire; destinati quindi ad aiuti umanitari extra-Ue. Russia, Croazia, Kenya, Etiopia, Angola, Senegal, Tanzania. Ma c'è chi lancia un appello affinché parte di questi quantitativi restino all'interno dei confini europei. È il Banco alimentare italiano, che da anni si occupa di raccogliere eccedenze alimentari per ridistribuirle ad Enti che in Italia assistono poveri ed emarginati. «È lodevole pensare ai Paesi del Terzo Mondo, spiegano al Banco alimentare, ma non dimentichiamoci degli indigenti che ci vivono accanto». E in Italia sono più di 1.200.000 persone che quotidianamente ricevono un pasto dalla rete del Banco alimentare. Uno dei problemi «tecnici» per la carne potrebbe essere dato dallo smaltimento degli stock fermi nelle celle frigorifere. «Ma noi abbiamo un rimedio», assicurano al Banco. «Disponiamo di 19 magazzini sparsi nella penisola dotati di un totale di 3500 metri cubi di celle a temperatura negativa. Speriamo che il pollo di qualità italiano possa andare almeno sulle tavole di chi ne ha più bisogno». Ma purtroppo non è semplice: i regolamenti europei vietano il reinserimento di merci già ritirate sul mercato e sarebbe molto difficile ridistribuirle in Italia. Oltretutto i piani alimentari non includono carne ma solo alimenti come cereali, latte o zucchero. «Stiamo cercando di raccogliere le firme a sostengo del programma europeo di aiuto alimentare - spiegano al Banco - e già 200 parlamentari hanno sottoscritto il programma, ma è un percorso ancora lungo».
Intanto la Francia è pronta a reagire energicamente a quella che potrebbe essere la sua rovina economica in campo alimentare. Dopo i casi di tacchini colpiti dall'influenza aviaria nelle Lande, nel sud del Paese, dove si produce il foie gras, il famoso paté a base di fegato d'oca, il Paese corre ai ripari con la vaccinazione preventiva di anatre e oche. L'operazione verrà condotta in 148 allevamenti nelle zone umide e la vaccinazione toccherà un totale di circa 700.000 palmipedi, la gran parte dei quali anatre.
In Italia invece continuano i messaggi antipsicosi. Dopo la campagna pubblicitaria promossa dal ministero della Salute e le mangiate di polli in diretta Tv di politici, è la volta del mondo economico bolognese, che ieri si è riunito per l'ennesima mangiata di pollo presso un noto ristorante di Bologna.
L'iniziativa è stata promossa dal comitato per la promozione dell'imprenditorialità giovanile della Camera di commercio di Bologna che riunisce i Presidenti dei gruppi giovani di tutte le associazioni di categoria della provincia. Fra l'altro negli stessi mesi in cui i consumatori italiani diminuiscono il consumo di pollame, nell'Unione europea il consumo di pollo è aumentato dell'1,7%.
L'Italia è nel settore il quarto produttore in Europa, un produttore che viene percepito come sicuro ed affidabile negli altri Paesi europei.