Al Banco Popolare i primi T-Bond

Banco Popolare rompe gli indugi sui Tremonti Bond e promette, «in tempi molto brevi», una soluzione per la controllata Italease. Dopo una mattinata con i titoli sospesi in attesa di comunicato, la banca veronese ha tolto il velo sui piani del gruppo. L’istituto guidato da Pierfrancesco Saviotti sarà il primo fra le banche italiane a chiedere l’emissione di Tremonti Bond per 1,45 miliardi, con l’obiettivo di rinforzare il patrimonio e portare, secondo le stime degli analisti, il core Tier 1 dal 6% attuale a oltre il 7%. Positiva la reazione della Borsa: il Banco Popolare ha guadagnato il 2,7% a 1,93 euro, Italease è volata dell’8% a 1,16 euro. Tra le ragioni della richiesta dei Tremonti Bond vi è la difficile situazione finanziaria della controllata Italease. La società di leasing ha ieri ammesso che la crisi economica «sta influenzando significativamente la qualità del portafoglio crediti». Non si arriverà però «all’azzeramento del patrimonio» come ipotizzato da alcuni analisti. Maggiore chiarezza sul portafoglio del gruppo arriverà dal cda in agenda il 13 marzo che dovrà analizzare il bilancio 2008. Al di là del balletto delle cifre, il caso Italease richiede interventi immediati. Ne è perfettamente consapevole il vertice del Banco Popolare che conferma di essere al lavoro coi soci per una soluzione. Secondo le indiscrezioni il dossier allo studio prevede il lancio di un’Opa da parte di Banco Popolare sulla controllata che verrebbe prima fusa, con il cambio di statuto in Popolare, e poi divisa in tre parti.
Una resterebbe all’interno del gruppo veronese, mentre le altre due, una good company che raccoglierà le attività solide ora in pancia a Italease e una bad company dove confluirebbero i crediti a rischio, verrebbero divise fra i soci. In questi giorni gli azionisti starebbero definendo i dettagli della spartizione. Oltre al Banco Popolare, avrebbero un ruolo di primo piano Bper (7,4% di Italease), Popolare Sondrio (4,2%), Bpm (1,6%) mentre Reale Muta (6,9%) potrebbe non essere della partita. Notizie più precise emergeranno dal cda del Banco Popolare del 24 marzo. I tempi di attuazione però non saranno immediati. Il cambio di statuto di Italease comporterà il diritto di recesso per gli azionisti che potrebbero non partecipare all’operazione e farsi riconoscere, a oggi, 3 euro per ogni titolo Italease in portafoglio (il valore medio dei corsi negli ultimi sei mesi) quando in Borsa scambia a 1,17. Banco Popolare ha dunque tutto l’interesse a posticipare l’attuazione dell’operazione riducendo così l’eventuale esborso in caso di recesso.