Bankitalia Gli 007 fiscali? Inutili se il contribuente non ha servizi efficienti

Contro l’evasione, eserciti di 007 fiscali, Guardia di finanza, meccanismi automatici di valutazione del reddito e misure straordinarie possono far poco se ai cittadini non si offrono, in cambio delle tasse, servizi adeguati. Uno studio realizzato da due ricercatori di Bankitalia, Guglielmo Barone e Sauro Mocetti, verifica come il cardine del rapporto fra i cittadini contribuenti e lo Stato sia la fiducia, la cosiddetta lealtà fiscale. Senza questa virtù, la lotta diventa impari e a poco servono le misure di contrasto. Tra i diversi fattori che «influenzano l’evasione, la lealtà fiscale dei cittadini, definita come propensione individuale a ottemperare spontaneamente ai propri obblighi fiscali, ricopre un ruolo significativo». La ricerca «sottopone a verifica empirica l’ipotesi che la lealtà fiscale possa a sua volta dipendere dal grado di efficienza con il quale vengono offerti ai cittadini beni e servizi pubblici. Questa ipotesi trova fondamento nella natura dell’interazione tra contribuente e settore pubblico: una bassa efficienza di quest’ultimo nella fornitura di beni e servizi potrebbe indurre nel primo una minore lealtà fiscale in risposta alla percezione di iniquità del contratto implicito con lo Stato». La pubblicazione mette «in relazione il grado di lealtà fiscale di un campione di individui con il grado di efficienza nel fornire specifici servizi e beni pubblici dei comuni dove gli stessi individui risiedono». I risultati dicono che «a una minore efficienza della spesa pubblica è associata una minore lealtà fiscale dei cittadini. Questa correlazione è confermata anche tenendo conto, tra l’altro, di differenze nel capitale sociale tra comuni e di differenze non osservabili tra province, che potrebbero influenzare simultaneamente sia la lealtà fiscale sia l’efficienza della spesa». I risultati suggeriscono inoltre che «la relazione tra l’efficienza della spesa e la lealtà fiscale è influenzata dal livello della spesa pubblica: il contribuente sarebbe disposto ad accettare un limitato grado di inefficienza se questa fosse compensata da una maggiore spesa. Infine, i cittadini risulterebbero più sensibili all’inefficienza delle amministrazioni caratterizzate da una maggiore quota di entrate locali sulle entrate complessive».