Bankitalia: "I salari perdono potere d'acquisto"

Le materie prime aumentano, i
salari perdono potere d’acquisto e i risparmi sono minacciati. Draghi avverte: "La crisi minaccia la libertà del commercio internazionale"

Roma - I prezzi delle materie prime aumentano, i salari perdono potere d’acquisto e i risparmi sono minacciati. In questa situazione "il compito dei governi non è facile" ed è comprensibile il ritorno di spinte protezionistiche, ma la ricetta per risolvere gli squilibri globali non è quella di porre barriere al commercio. È l’allarme lanciato dal Governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, in occasione della conferenza internazionale su i rapporti tra Italia e Usa organizzata dall’Aspen Institute Italia.

Inflazione galoppante dopo le stime pubblicate ieri dall'Istat sull'inflazione il numero uno di Bankitalia lancia l'ennesimo allarme sui prezzi delle materie prime essenziali. I costi crescono, mentre stipendi e salari perdono potere d’acquisto. E Draghi parla di vera e propria "minaccia" alla tranquillità dei risparmi. Il Governatore non nasconde, infatti, che "i frutti dell’economia mondializzata si sono distribuiti in modo diseguale tra i diversi gruppi sociali" e che "le opinioni pubbliche sono frastornate da un mondo confuso".

La distribuzione del reddito "Nella crisi si cerca una certa rassicurazione", continua il numero uno di via Nazionale secondo cui, "sia nei Paesi avanzati sia in quelli emergenti, le opinioni pubbliche sono disilluse e allarmate dalla globalizzazione". In questo contesto il Governatore della Banca d’Italia sa benissimo che "i Governi riscoprano il valore di formule protezionistiche. La libertà dei commerci può sembrare un rischio, il protezionismo un ristoro". C'è un "ma", però. Draghi avverte che "un problema di distribuzione del reddito non si risolve inaridendo una delle fonti più importanti del reddito stesso". "I più importanti Paesi emergenti, che hanno enormemente beneficiato del processo di integrazione internazionale - spiega Draghi - dovrebbero assumere impegni più sostanziali di apertura dei loro mercati e accettare regole internazionali più cogenti". Per il numero uno di Bankitalia è, infatti, difficile immaginare che "i partners transatlantici non siano in grado di trovare un compromesso che comporti una riduzione bilanciata delle barriere tariffarie alle importazioni in Europa e dei sussidi ai produttori nazionali negli Stati Uniti".

Partnership Fed-Bce L’alleanza tra la Bce e la Fed "è fondamentale" per la stabilità dei mercati finanziari, come si è visto in occasione delle turbolenze causate dalla crisi dei mutui subprime. Draghi ha ricordato che l’anno scorso "le implicazioni sistemiche molto evidenti della crisi finanziaria sono state evitate perché la Bce e la Fed sono intervenute in modo massiccio e coordinato immettendo liquidità". "Nel medio periodo - spiega Draghi - il tentativo è riprogettare il sistema finanziario nel Financial Stability Forum. Perché si deve convenire su nuove regole? - si chiede il numero uno dell'istituto di via Nazionale - perché la partnership serve a mantenere i vantaggi di mercati finanziari stabili. Tutti hanno capito che la partnership finanziaria è fondamentale per nuove regole uguali per tutti".