Bankitalia, indagato il capo della Vigilanza

Il numero uno degli ispettori era già stato sentito dai Pm e aveva difeso la correttezza del suo comportamento

Gianluigi Nuzzi

da Milano

Il responsabile della vigilanza di Bankitalia, Francesco Frasca, è indagato dalla procura di Roma per abuso d’ufficio sui controlli che la banca centrale avrebbe dovuto compiere per verificare la bontà della scalata della Banca popolare italiana, già Popolare di Lodi, su Antonveneta. La notizia dell’iscrizione nel registro degli indagati emerge in serata dopo che il procuratore aggiunto Achille Toro e la sostituta Perla Lori avevano ripetuto mille volte che il procedimento 23620/05 era contro ignoti.
Quando lo scorso lunedì 27 giugno i pubblici ministeri firmarono l’ultimo decreto di sequestro mandando le Fiamme Gialle a Lodi, l’inchiesta non vedeva ancora indagati. Ma con l’arrivo di numerosi atti dai colleghi di Milano e dalle Fiamme Gialle del capoluogo lombardo, l’iscrizione è diventata quasi un atto dovuto. Gli inquirenti della capitale ritengono che Bankitalia non abbia compiuto tutti i necessari controlli sul capitale dell’ex Bipielle per verificare se aveva le possibilità per acquisire il 20 per cento di Antonveneta.
Un’ipotesi che, almeno indirettamente, era stata smentita un mese fa da Frasca. L’alto funzionario della banca centrale aveva infatti spiegato come Bankitalia fosse attenta «al tema delle integrazioni e, al tempo stesso, alla concorrenza. Ciò che è importante è la correttezza delle operazioni, da un lato, e la presenza di un progetto. Se il progetto risponde alle caratteristiche richieste viene accettato». In particolare Frasca riteneva «il progetto della Popolare di Lodi diverso da quello di Abn Amro. Sul primo, ritenuto che rispondesse a tutti i requisiti, è stata concessa autorizzazione, sul secondo è in corso un esame per fornire autorizzazione. Non c’è nessun tifo».
Nelle stesse ore alcuni finanzieri della polizia valutaria di Roma sono andati con un decreto di perquisizione a Brescia, sia in una società di Emilio Gnutti sia di altri concertisti per acquisire tutti gli atti relativi ai finanziamenti ricevuti dalla banca di Lodi.
Le mosse della procura di Roma mettono quasi in ombra le nuove iniziative di Milano. Nella capitale si indaga sulle attività di controllo di Bankitalia e Consob e sui possibili ostacoli interposti, mentre nella città lombarda il Pm Eugenio Fusco sta ricostruendo l’ipotizzato concerto sul titolo Antonveneta, indagando per insider trading e aggiotaggio. Seguendo queste piste, a Milano da qualche tempo è indagato Gianfranco Boni, direttore finanziario della Popolare Italiana.
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