Bankitalia mette un freno alla corsa di Unipol

Esposto del numero uno bolognese contro ignoti rei di aver avviato «un’azione contro la compagnia, i suoi esponenti e gli azionisti»

Gian Maria De Francesco

da Roma

Unipol va in pressing sulla Banca d’Italia per accelerare i tempi dell’autorizzazione all’offerta pubblica di acquisto su Bnl. Ieri il presidente e amministratore delegato della compagnia assicurativa, Giovanni Consorte, si è recato presso la sede romana della banca centrale per convincere i funzionari a sbloccare l’iter che dovrebbe portare il gruppo che fa capo alle Cooperative a diventare una delle prime realtà finanziarie del Paese.
All’incontro, secondo quanto si è appreso da fonti interne a Via Nazionale, hanno partecipato i responsabili del settore Vigilanza, Giovanni Clemente e Claudio Castaldi, gli stessi che avevano espresso al governatore Antonio Fazio parere negativo nei confronti dell’offerta della Popolare italiana di Gianpiero Fiorani su Banca Antonveneta. In rappresentanza del numero uno di Palazzo Koch ha preso parte il dirigente di Bankitalia, Giovanni Carosi. L’incontro è durato circa tre ore e si è concluso verso le 17. Precisa intenzione dell’Unipol è ottenere il via libera all’Opa entro domani, o quanto meno prima di Natale, ma Clemente e Castaldi hanno fatto ben presente che è intenzione dei tecnici di Bankitalia prendersi tutto il tempo necessario per valutare approfonditamente i dettagli dell’operazione. Non si può escludere, al momento, una nuova sospensione dei termini dell’istruttoria da parte della banca centrale. In questo caso, Unipol dovrebbe rinegoziare con le banche i finanziamenti a sostegno dell’offerta, in scadenza a fine anno, ma su questo argomento non si intravedono difficoltà eccessive essendoci un ottimo rapporto con il consorzio di garanzia capeggiato da Deutsche Bank. Discorso diverso per quanto riguarda l’adeguamento della proposta alla nuova normativa europea sui conglomerati finanziari, in vigore dal prossimo primo gennaio. Il prospetto dell’Opa su Bnl al prezzo unitario di 2,7 euro, così come l’intera operazione, ribadiscono fonti vicine al dossier, è stata congegnata come se le nuove regole fossero già in vigore. Anche per questo motivo a Bologna non si dispera di poter risolvere positivamente la vicenda.
L’assenza di Fazio al vertice di ieri, comunque, era più che motivata. Il governatore, insieme con il direttorio di Bankitalia, si è recato in Consob per una colazione di lavoro con il presidente Lamberto Cardia e con tutti gli altri commissari. L’appuntamento istituzionale era già in agenda da mesi e al centro di questi meeting vi sono sempre aspetti regolamentari che esulano dalla più stretta attualità. Appare tuttavia improbabile che, sebbene in maniera informale, non si sia trovato il modo di discutere della vicenda Bnl. La Commissione, infatti, sta valutando ormai da tre mesi la natura degli accordi tra Unipol, Deutsche Bank e Popolare dell’Emilia Romagna.
Intanto, sempre ieri, il presidente del gruppo assicurativo, Giovanni Consorte, si è recato insieme all’avvocato Filippo Sgubbi dal procuratore capo di Bologna, Enrico Di Nicola, per presentargli un esposto contro ignoti allo scopo di individuare coloro che a partire da giugno 2005 hanno avviato una «azione sistematica contro la compagnia, i suoi esponenti e i suoi azionisti». È stata inoltre richiesta la verifica di alcune ipotesi di reato: manipolazione del mercato, aggiotaggio bancario e ostacolo alle Autorità di vigilanza. Il presidente di Bnl, Luigi Abete, ha colto l’occasione per ribadire la propria contrarietà all’Opa bolognese ricordando che già lo scorso 21 ottobre il consiglio di amministrazione di Via Veneto aveva espresso «considerazioni motivate in relazione al prezzo e alla necessità di risorse addizionali per garantire l’attuale livello di patrimonializzazione». Su un punto Abete sembra concordare con Consorte: la necessità di fare presto. Venerdì il cda di Bnl (dal quale si è dimesso l’ex «contropattista» Tiberio Lonati) discuterà anche di questo.