Bankitalia, al sud buste paga più leggere del 20%

A fotografare la situazione è il Bollettino statistico sulle economie
regionali: nel 2006, rispetto
ad una retribuzione media nazionale di 1.453 euro, al Centro Nord lo
stipendio lordo di un lavoratore dipendente  è stato di
1.514 euro contro i 1.293 di di un collega del meridione

Roma - Le buste paga del Sud Italia sono mediamente più 'leggere' del 20% rispetto a quelle del settentrione del paese. A fotografare la situazione è il Bollettino Statistico sulle economie regionali diffuso da via Nazionale, che mostra come, nel 2006, rispetto ad una retribuzione media nazionale di 1.453 euro, al Centro Nord lo stipendio lordo di un lavoratore dipendente a tempo pieno è stato di 1.514 euro contro i 1.293 euro mensili di un collega del meridione. Gap ancora più marcato se si considera che, in dieci anni, dal 1995 al 2006, le retribuzioni al Settentrione hanno avuto un incremento di circa dieci volte superiore a quello registrato nel Mezzogiorno. Una diretta conseguenza della minore retribuzione del Mezzogiorno è il divario tra Nord e Sud per quanto riguarda le famiglie a 'basso reddito'. Al settentrione, ad esempio, appena il 5,3% dei nuclei familiari vive con redditi inferiori ai diecimila euro, ma la percentuale sale significativamente se ci si sposta a Sud: 26,2%. Le regioni più 'ricche', con famiglie a basso reddito inferiori al 5% dell'intera popolazione, sono l'Emilia Romagna e la Lombardia; a detenere, invece, il record di 'poverta' relativà, la Sicilia e la Calabria, dove quasi il 30% dei nuclei familiari vive con redditi che non riescono a far fronte alle uscite. Cifre che non stupiscono, visto che, rispetto ad una media nazionale di 19.000 euro l'anno, al centro nord il guadagno delle famiglie arriva a 22.300 euro. Per il sud il discorso si complica, in quanto, non solo più di un quarto delle famiglie meridionali vive in condizioni di indigenza, ma anche per i restanti nuclei familiari i redditi annui medi non vanno oltre i 13.100 euro. I divari territoriali, però, sottolinea il rapporto di Bankitalia, non prendono in considerazione i differenti costi della vita che caratterizzano le due macroaree italiane. Se al nord, infatti, i lavoratori guadagnano di più, anche le spese che essi devono affrontare ogni mese sono maggiori. Prezzi di locazione, alimentari, abbigliamento e arredamento, nel nord del Paese, superano i corrispettivi registrati nel Mezzogiorno. Nel 2006, secondo l'Indagine sui bilanci delle famiglie, affittare una casa al Centro Nord costava il 30% in più che nel Sud, a parità di caratteristiche dell'immobile e di dimensione del comune di residenza. Sul versante consumi, nei capoluoghi delle regioni centro-settentrionali, mostrano le stime Istat, si registra, rispetto al meridione, un +10% dei prezzi per alimentari, un +3% per l'abbigliamento, e un +18% per l'arredamento.