Barbiere di domenica,la Lega contro Monti:"Ha avuto la ricevuta?"

Domenica Monti è stato dal barbiere. La Lega: "Caduta di stile". Interrogazione per sapere se il parrucchiere ha rilasciato la ricevuta

I barbieri sono chiusi di domenica. Almeno così dovrebbe essere. Eppure, proprio domenica scorsa, nel capoluogo lombardo un parrucchiere ha accolto il neo premier Mario Monti per dargli una sistematina. Forbici e pettine per l'impeccabile presidente del Consiglio in stile british. Quotidiani e telegiornali hanno immortalato quel momento di relax prima di una settimana segnata dagli impegni europei e dalla messa a punto della manovra economica da presentare lunedì prossimo al Consiglio dei ministri. Eppure c'è qualcuno che non ha gradito l'apertura ad hoc del barbiere. Tanto che i leghisti hanno presentato un'interrogazione alla commissione Finanze di Montecitorio: "In una bella domenica d’autunno Monti ha pensato bene di concedersi un taglio di capelli a Milano presso il barbiere alcun documento che assolvesse la funzione di certificazione del corrispettivo incassato".

La capatina domenicale per una sistemata alla capigliatura non è piaciuta ai lumbard che hanno subito parlato di "caduta di stile". "Spero che capirete che se per una volta uno ritiene, per motivi di ordine, di farsi tagliare i capelli non si tratta di un allungamento» dei tempi". Si è concesso questa battuta il premier, nel corso della conferenza stampa al termine dell’Ecofin di oggi, per spiegare che sul varo del pacchetto anti crisi non ci sono stati ritardi da parte dell'esecutivo. "Siamo lieti che Mario Monti abbia scelto di tagliarsi i capelli nel cuore della città di Milano - ha detto il consigliere del Carroccio, Massimiliano Bastoni - peccato che nessuno del folto gruppo dei suoi accompagnatori abbia fatto notare che nel nostro capoluogo i commercianti non possono lavorare alla domenica e che, soprattutto, non potendo emettere regolare ricevuta fiscale un qualsiasi agente della polizia locale avrebbe potuto punire questo taglio fuori programma con un’ammenda salata".

A una prima interrogazione a Palazzo Marino, è seguita una seconda interrogazione a Montecitorio, commissione Finanze. Secondo gli onorevoli Maurizio Fugatti, Gianluca Forcolin e Silvana Comaroli, Monti non si sarebbe fatto rilasciare la ricevuta fiscale dal suo barbiere milanese. Insomma, quello che era stato registrato dai quotidiani come una nota di colore per raccontare la domenica del premier bocconiano, ecco che si trasforma in un vero e proprio scontro. I leghisti sono sul piede di guerra e accusano il barbiere di non aver rilasciato a Monti "alcun documento che assolvesse la funzione di certificazione del corrispettivo incassato". I tre parlamentari puntano, poi, il dito contro il premier perché "non sembra aver avuto un comportamento del tutto rispettoso della normativa tributaria". Da qui la richiesta al ministro competente se siano state violate le norme in vigore.