La barca di San Pietro in fondo alla bottiglia

(...) che riunisca le due feste, dimenticando così tradizioni e usanze legate alle due feste.
Ma al di là di ciò che vorranno fare coloro che ci amministrano, è bello ricordare come, nel passato e sino a tempi abbastanza recenti, la festività di San Pietro il 29 giugno, era vissuta a Genova, ed alla Foce in particolare. Un quartiere, questo, che nell'ultimo secolo ha subito radicali trasformazioni, passando dall'antico borgo di pescatori che era, al moderno centro residenziale e direzionale. Erano proprio i pescatori che celebravano San Pietro, il loro protettore, con i falò sulla spiaggia la sera della vigilia, e con il palio remiero che vedeva gareggiare quegli stessi gozzi da loro utilizzati per la pesca. La fiera del giorno della festa era la tradizionale occasione per le massaie per comprare una resta d'aggio: era quella la stagione del raccolto dell'aglio seminato a gennaio, e queste «reste», vere e proprie collane, erano anche indossate dai bimbi in quella giornata, quale simbolo di quegli antichi riferimenti magici che l'aglio ha sempre posseduto. Ma l'aglio era, ed è, un elemento aromatico tipico della cucina ligure, e con esso era cucinato, sulla spiaggia della Foce, il pesce che quella notte i pescatori avevano pescato. Sempre in quel giorno di festa erano poi organizzati divertimenti per adulti e ragazzi, come il «getto della papera» ad esempio che vedeva coinvolti decine di ragazzi che nuotavano in mare cercando di catturare alcune paperette precedentemente liberate (oggi qualcuno storcerebbe il naso); o come il gioco del palo, ancorato ad uno scoglio e disteso sull'acqua, reso scivoloso con grasso spalmato sopra e sul quale si avventuravano ragazzi per cercare di percorrerlo tutto senza cadere in acqua.
Ma forse la tradizione più curiosa e tutta ligure relativa a San Pietro ed al suo mestiere di pescatore era quella del pronostico della «barca di San Pietro». La sera precedente la festa i bambini mettevano in un fiasco o in una bottiglia di vetro piena d'acqua l'albume di un uovo. Il recipiente, collocato sulla finestra, era lasciato in riposo tutta la notte ed il mattino della festa si tornava a vedere quale forma avesse assunto l'albume rappreso. Solo in questa data, si diceva infatti che l'albume rapprendesse nell'acqua. E se nella forma assunta si poteva riconoscere una barca, un veliero, l'auspicio per la prossima annata era positivo. Pure le ragazze traevano auspici riguardo la professione del futuro marito, se la barca di San Pietro era visibile nella bottiglia, esse avrebbero trovato l'amore della loro vita tra i pescatori della Foce. Lo scorso anno provammo l'esperimento e, con l'aiuto della fantasia che hanno solo i bambini, abbiamo immaginato il veliero di San Pietro materializzatosi sul fondo del recipiente...