Barista lo fa ubriacare: tredicenne in coma

L’uomo lo ha sfidato in una gara a chi riusciva a bere di più. E il giovane è finito in ospedale. È fuori pericolo, ma i genitori hanno deciso di sporgere denuncia

Laura Crespi

da Crema (Cremona)

La prima uscita serale con gli amici in città, un'ora soltanto, strappata a fatica ai genitori, che, comunque lo avevano voluto accompagnare, la promessa di comportarsi bene e la voglia di dimostrare a se stesso e agli altri di essere già grande. Poi la sfida, con un uomo più grande di lui, ma solo per età anagrafica, che l'ha riempito di alcol, fino a farlo cadere in coma.
Sono questi gli ingredienti della brutta avventura capitata a un tredicenne della provincia di Cremona. Il ragazzino, che vive con la famiglia in un paese alle porte di Crema, sabato scorso verso le 21 è entrato in un bar del centro con la sua compagnia: una birretta, qualche battuta fra «uomini» di fronte alle amiche ammiccanti e il barista, più infantile di lui, si è fatto avanti. «Vediamo chi finisce prima al tappeto». I ragazzi a quel punto non hanno potuto tirarsi indietro e il gioco è cominciato. Sul bancone una fila di bicchieri, tutti superalcolici, e un'unica regola: svuotarli in un sorso. Loro ci hanno provato, ne hanno bevuti diversi, ma ad uno ad uno hanno ceduto la mano e se ne sono andati a respirare un po' d'aria fresca per farsi passare la sbronza. Tutti tranne lui, lui no, teneva duro, era una questione d'onore.
Uno, due, tre, cinque bicchieri. Poi improvvisamente il black out: il suo fisico minuto non ha retto. Dopo aver appoggiato l'ultimo bicchiere sul bancone è crollato all'indietro. Per un attimo la confusione del sabato sera si è zittita nel tonfo sordo del corpo sul pavimento. Minuti drammatici, trascorsi in attesa dell'autoambulanza del 118 che ha trasportato d'urgenza il tredicenne all'ospedale maggiore di Crema. È da qui che è partita la telefonata ai genitori. «Venite, vostro figlio ha avuto un incidente». Con il cuore in gola il padre e la madre si sono precipitati in città, quando lo hanno raggiunto, nel reparto di pediatria, il ragazzo aveva ancora la flebo nel braccio, ma si era ripreso. A fatica è anche riuscito a raccontare la sua incredibile storia, una storia che ora finirà sui tavoli della Procura. Lunedì i genitori del tredicenne sporgeranno denuncia ufficiale contro il barista che, per legge, non avrebbe potuto versare neppure un goccio d'alcol al minorenne. Chiedono che sia fatta giustizia e, soprattutto, che si impedisca che fatti del genere accadano ancora. Disavventure che a volte possono costare care agli adolescenti e che sono meno rari di quanto si pensi. «Casi come questi sono molto frequenti, soprattutto il sabato sera», dicono al Pronto soccorso dell'ospedale di Crema. Solo ieri la madre del ragazzo ha avuto la forza di raccontare ciò che è accaduto a suo figlio, «perché - ha precisato - vuole mettere in guardia i genitori e rendere pubblica la propria indignazione nei confronti di chi gestisce un locale in questo modo».