Il basso Piemonte non è poi così «bucolico»

Dubbi sulle produzioni «industriali» di contadini, vinificatori e agriturismo

Mi trovo nel basso Piemonte ed ho letto e fatto leggere ad amici e conoscenti l'articolo di Rino Di Stefano del 20 agosto ed il nostro (questa volta presento una risultante di commenti... un minimo comun denominatore di opinioni) primo commento è che lo scrivente dà una immagine solo idilliaca e bucolica... quasi come quella del «buon selvaggio» con Robinson Crusoè e Venerdì. Le cose non sempre sono così idilliache... ma comportano svariati problemi a chi vuole concretizzare il sogno di una villetta, di ristrutturare un «rustico» cadente oppure acquistare un appartamentino per le vacanze in un piccolo condominio. Credo sia utile fare una radiografia su chi sono i liguri (di cui i genovesi sono la maggioranza ma non la totalità) che soprattutto in questo periodo si trovano nel Basso Piemonte oggetto dell'articolo, ed escludiamo i liguri che sono nell'Oltrepo Pavese, nelle colline astigiane e cuneesi ed ovviamnte nelle Alpi piemontesi.
1) Persone la cui famiglia è originaria delle valli del basso Piemonte ed hanno un immobile o terreni di famiglia che nel tempo hanno ristrutturato quando non ricostruito la vecchia casa con fienile e stalla, magazzini etc.; si tratta in genere di discendenti di valligiani o di valligiani in pensione trasferitisi a Genova per ragioni di lavoro nel secondo dopoguerra e che hanno mantenuto un legame con i loro paesi di origine
2) Persone che vivono in Liguria che hanno ereditato od un immobile od un terreno da parenti emigrati in Argentina nei primi anni del '900 e mai più tornati in Italia e che hanno deciso di far fruttare a fini di vacanza questo inaspettato «dono»
3) A partire dagli anni '60 sono arrivati i pionieri della «seconda casa» dapprima cacciatori genovesi che scoprivano quelle valli, persone che raggiunta l'età della pensione investirono la liquidazione in una casetta con l'orto e poi avanti fino ad oggi quando le casette rustiche hanno lasciato il posto alle nuove villette con bagni Jacuzzi, con Suv parcheggiati nel box o nel prato che per certi versi hanno fatto cambiare la struttura di quei vecchi borghi di campagna.
4) C'è poi l'ultimo arrivo costituito da famiglie che lasciano la grande città perché hanno un cane che li fa litigare con i vicini poco amanti degli animali e si stabiliscono, come prima casa, nelle città meglio servite da treni, mezzi pubblici e dove vi siano le scuole superiori per i figli.
Credo di aver schematizzato per grandi linee chi sono oggi i liguri che hanno festeggiato ferragosto nel Basso Piemonte. Le persone di cui al punto 3, quelli che negli anni '60-'70 hanno raggiunto l'obiettivo della casetta non la villa/villetta dei decenni successivi, non sono stati accolti a braccia aperte e cito alcuni casi concreti e documentabili.
a) Permessi, licenze edilizie etc. Se il locale con l'amico od il parente riusciva, il «foresto» trovava sempre difficoltà; se voleva andare avanti doveva appoggiarsi al geometra del «giro» di quel Comune, all'impresa che lavorava in quel Comune dove oltre al capomastro c'erano ferrovieri che da giovani erano muratori e tali tornavano quando non erano di turno, con un secondo lavoro in nero etc.etc.
b) Allacciamenti: avere l'allacciamento all'Ente Acquedotto locale, era una via crucis e poi quando l'acqua sgorgava si doveva pagare il minimo garantito che un villeggiante mai avrebbe consumato in un anno, e neppure in dieci anni! Ma il foresto, deve pagare.
c) Rapporti con i vicini in caso di ristrutturazioni: escono sempre grane sui confini dei terreni vicini alla casa, sui diritti di «gronda», sul diritto di passare sul proprio terreno da parte dei locali, sul taglio di un albero secco e su tutta una moltitudine di «servitù prediali» e di usanze locali dove.. il foresto ha sempre e solo torto.
d) Denunce anonime; questa è un’esperienza personale in quanto il Comune a seguito di una telefonata anonima (ma tutti sapevano, in modo ufficioso, l'autore) ha ingiunto di demolire quattro tavole definite «legnaia»; la denuncia penale è passata alla Pretura di Serravalle come reato penale! Ci fu un ricorso al Tar di Torino che nello stesso periodo (1986) esaminò la pratica del ricorso contro la centrale nucleare di Trino e quello per la nostra legnaia; poi la centrale di Trino si fermò nel 1987 a seguito del referendum e la pratica fu archiviata mentre la pratica della nostra legnaia andò avanti fino a quando i periti stabilirono che non si trattava di un abuso edilizio in quanto non poteva essere definita come costruzione un cubo di legni appoggiati al prato per cui la denuncia del Comune fu archiviata con l'avvocato contento per la parcella ovviamente in nero.
Pertanto chi ha la seconda casa nel Basso Piemonte, con le «testoline dure» dei locali, incontra anche dei problemi, non solo la «felicità bucolica» descritta da Rino Di Stefano; però in tanti abbiamo lottato, ci siamo fatti del nervoso, non salutiamo da anni alcune persone ma abbiamo un rapporto affettivo con la «casetta in campagna» che ci dà la spinta e la voglia di non cedere ai capricci contadineschi con l'ossessione della loro «proprietà» e dell'essere spesso gli uni contro gli altri per stupidate salvo poi coalizzarsi anche con il nemico locale di ieri contro il «foresto».
Reminiscenze di Govi.
E dove sono quei contadini che producono il «loro» vino? Oggi se non si va in qualche cantina sociale si rischia di fare come con certi Oli extravergini che vengono venduti solo per posta e poi arrivano ad Oneglia dalla Tunisia perché quattro ulivi del Ponente Ligure non possono produrre barili di olio venduto in tutt'Italia! Se poi vogliamo credere al cibo biologico, all'agriturismo che ha 10 galline e 5 lattughe e prepara pranzi di nozze... genuini... del posto.. per 200 persone... è un altro discorso!
Shopping. Che Genova sia cara è arcinoto ma io vado nei Bennet, Esselunga, Carrefour della Lombardia ed i prezzi sono inferiori a quelli degli Iper di Serravalle, Novi, Pozzolo Formigaro; quanto al «mitico» Outlet i prezzi sono ormai simili (dopo i primi due anni... di caccia al cliente) a quello di altre stutture.
Immobili. Il discorso sarebbe lungo perché in alcune agenzie Traverso (specialisti della zona) ho visto prezzi un po' diversi da quelli riportati dall’autore dell’intervento; poi se uno vuol comprare i prezzi sono variabili da zona a zona ma sempre alti.